I fatti, per chi se li fosse persi. Il leader di A Innantis!, Franciscu Sedda, è uno dei consulenti d’oro della presidente Todde: 130mila euro all’anno per consigli su Sardegna, sardismo e via dicendo. Ma due giorni fa, nell’aula del consiglio regionale, uno degli esponenti di quel partito, durante l’esecuzione dell’Inno nazionale di Mameli ha srotolato la bandiera del partito con tanto di sigaro in bocca dalle balconate riservate al pubblico. Va ricordato anche che proprio quel simbolo fu inserito nel logo dei 5 stelle per l’operazione sardizzazione delle 5 stelle in campagna elettorale per le regionali, con relativi accordi.
Oggi Fratelli d’Italia torna sulla questione per accusare la Todde di non aver preso le distanze. “Il silenzio della Presidente Alessandra Todde di fronte a un gesto così grave e oltraggioso è semplicemente inaccettabile.” Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Corrado Meloni, in merito all’episodio verificatosi il 28 aprile durante la cerimonia “Sa Die de sa Sardigna”, quando, nel corso dell’esecuzione dell’Inno di Mameli, un uomo ha esposto una bandiera indipendentista con atteggiamento provocatorio e irrispettoso, arrivando persino a tenere un sigaro in bocca all’interno dell’Aula consiliare. “Parliamo di un atto volgare, irridente e offensivo, consumato nel cuore delle Istituzioni sarde, in un momento solenne e alla presenza di autorità civili e religiose. Un comportamento che non colpisce solo un simbolo nazionale, ma ferisce la dignità dell’intero Consiglio regionale e del popolo sardo” dichiara Meloni. “Ancora più grave è il fatto che questo gesto sia stato rivendicato pubblicamente sui social dal movimento indipendentista coinvolto, con toni di sfida verso le Istituzioni. Ma ciò che desta sconcerto è soprattutto il silenzio assordante della Presidente della Regione, che ad oggi non ha ritenuto di spendere una sola parola di condanna” continua Meloni. “Ma il fatto è reso ancora più grave dalla circostanza incredibile, che il leader di quel movimento faccia parte dello staff tecnico della Presidenza. Chi ricopre ruoli istituzionali, ancor più se direttamente collegati alla Presidenza, ha il dovere di mantenere comportamenti improntati al rispetto delle Istituzioni e dei simboli della Repubblica” continua. “Il rispetto dell’Inno nazionale e delle Istituzioni e dell’Unità nazionale non è negoziabile. Non esistono giustificazioni politiche o ideologiche che possano tollerare simili derive. Neppure l’esigenza di tenere in piedi lo sgangherato Campo Largo in sala sarda. Per questo ho presenterò un’interrogazione, chiedendo alla Presidente Todde di chiarire immediatamente la propria posizione e di assumere provvedimenti conseguenti, come la revoca immediata dell’incarico di consulenza a chi non ama l’Italia, ma non disdegna certo i lauti emolumenti pagati grazie alle tasse degli Italiani. Tacere, significa legittimare. E chi guida una Regione non può permetterselo” conclude Meloni












