Quando la sanità incontra l’umanità: una testimonianza di cura e gratitudine dal Policlinico di Cagliari
In un tempo in cui troppo spesso la sanità viene raccontata attraverso le sue criticità, c’è anche un’altra storia che merita spazio. Una storia fatta di mani che curano, di sguardi che rassicurano, di professionisti che, nonostante la pressione e le difficoltà quotidiane, continuano a mettere al centro il paziente.
A raccontarla è Emma Ibba, cittadina cagliaritana che ha voluto condividere la propria esperienza vissuta al Policlinico Duilio Casula, trasformando il dolore e la fragilità di momenti difficili in un ringraziamento pubblico sincero.
Il primo episodio è quello più doloroso. Circa un mese fa, la madre della signora Ibba è stata colpita da un grave infarto ed è stata trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso, per poi essere ricoverata in UTIC. In quelle ore sospese tra speranza e paura, la famiglia ha trovato un punto fermo nel personale sanitario. “Abbiamo incontrato medici e infermieri di una gentilezza e professionalità straordinarie, ma soprattutto di una grande umanità”, racconta Emma. Un percorso di cura che, nonostante l’esito purtroppo non positivo, è stato accompagnato da una presenza costante e attenta fino all’ultimo istante: “Mia mamma se n’è andata dicendomi quanto fossero bravi quei dottori”.
Ma la testimonianza non si ferma al dolore. Pochi giorni fa, infatti, la stessa cittadina è tornata nuovamente al Pronto Soccorso del Policlinico, questa volta per sé stessa, con successivo ricovero in chirurgia d’urgenza. E anche in questa occasione il ricordo è lo stesso: professionalità, tempestività e umanità. “Ho trovato medici e paramedici che si prendono cura del paziente con grande competenza, ma anche con una straordinaria capacità di ascolto e vicinanza”, scrive. E aggiunge: “Lavorano in condizioni spesso molto difficili, ma non smettono mai di esserci per chi soffre”.
Parole che restituiscono l’immagine di una sanità che continua a essere fatta soprattutto di persone. Di professionisti che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, reggono il peso di reparti affollati, emergenze continue e carichi emotivi importanti.
Il messaggio finale di Emma Ibba è un ringraziamento che diventa anche una riflessione più ampia: non esiste solo la sanità che non funziona, ma anche quella che cura con competenza e umanità, che ascolta e accompagna, che resta accanto ai pazienti nei momenti più fragili.
“Grazie di cuore a tutti i medici e ai paramedici che hanno assistito me e mia madre con professionalità ed empatia”, conclude.












