Cagliari, la pizzeria scappa da piazza del Carmine: “Impossibile lavorare in pieno degrado, una ferita aperta”. Zero Gravity pensa a traslocare in un altra zona della città a causa del malessere che vive il cuore delle città del sole: tra scippi, spaccio e violenza è assediato dai delinquenti. Mariano Argiolas: “La vera sconfitta non è il trasloco di un’azienda, ma l’abbandono di una piazza storica al suo destino”.
Una dura e toccante testimonianza da uno tra gli imprenditori più noti del quartiere che affida a Casteddu Online un lungo sfogo per spiegare cosa accade e come si vive nella zona rossa.
“Zero Gravity è nato come un sogno, e all’interno del nostro locale quel sogno è vivo e protetto. Abbiamo scritto ai nostri clienti proprio per rassicurarli di questo: grazie al nostro sistema di videosorveglianza e alla presenza costante della vigilanza privata, qui dentro si è al sicuro al cento per cento.
Ma c’è un limite a quello che possiamo fare da soli, perché non possiamo più chiudere gli occhi di fronte all’incubo che inizia non appena si mette piede fuori dalla nostra porta. Piazza del Carmine è un luogo meraviglioso, un pezzo storico di Cagliari, ed è una ferita al cuore vederla sprofondare in un degrado che sembra ormai inarrestabile. Negli anni abbiamo fatto innumerevoli segnalazioni, ma nessuno è mai intervenuto in modo risolutivo. È un’inazione che fa male e che lascia un senso di profonda amarezza.
Voglio dirlo apertamente: per una realtà ormai consolidata, conosciuta e amata come Zero Gravity, fare le valigie e spostarsi in un’altra zona di Cagliari non sarebbe un problema insormontabile. Potremmo farlo senza grossi danni per la nostra attività. Ma non è questo il punto. Dispiace da morire vedere un posto così bello lasciato a marcire nell’indifferenza generale. La vera sconfitta non è il trasloco di un’azienda, ma l’abbandono di una piazza storica al suo destino.
Il nostro locale continua a essere un rifugio e un sogno a occhi aperti, ma come cittadini, ancor prima che come imprenditori, dobbiamo riaprire gli occhi. Dobbiamo uscire da questo incubo fatto di paura e rassegnazione, e pretendere che la bellezza di Cagliari venga difesa e non lasciata morire”.
Le forze dell’ordine sono sempre pronte a intervenire, “ci hanno sempre sempre aiutato.
Questo è il locale che ho desiderato da quando eravamo a Elmas, ho realizzato il sogno e dopo tre anni lo vedo sfumare per il peggioramento della situazione. Ricevo costantemente minacce di morte da questi balordi che sinceramente non so mai come possa andare a finire. Per rientrare a casa solo con mia moglie ogni notte ho l’ansia di poter essere aggredito .
Non posso continuare così ne va della mia sicurezza privata e della mia tranquillità mentale”.
“Penso sia il minimo poter rientrare a casa con tranquillità. Ma ripeto a me basta spostarmi e il mio seguito è sicuro però la situazione generale potrà solo peggiorare.
Ho dei doveri verso i miei collaboratori, tutelarli e farli lavorare in un ambiente tranquillo e sereno, proprio come i clienti che ci frequentano. Sono tutti dispiaciuti che dobbiamo e vogliamo abbandonare questo locale.
Ma allo stesso tempo ci dicono che facciamo bene perché ormai la zona è quella che conosciamo, attorno a noi non ci sono altre attività hanno chiuso tutti i ragazzi del b-live erano l’unica attività notturna come la nostra, le altre realtà sono diurne, ma con chiunque parli sono stremati dalla situazione”.
Urina, escrementi, urla a tutte le ore, ragazze nude, scippi, gente ubriaca sardi e non, attenzione perché il problema non sono solo extracomunitari.
Solo chi vive questa situazione tutti i giorni si rende conto di cosa succede qui. I passanti vedono solo qualche scena riprendono e continuano a camminare”.
Argiolas ha scritto una mail ai clienti “per tranquillizzarli che nonostante gli scippi noi abbiamo un sistema di video sorveglianza”. Non solo: viene pagato il parcheggio vicino al locale per proteggere ancor più chi lo frequenta.
“Questo locale è casa mia, ogni giorno lavoriamo tanto per portare avanti un sogno”.
Una situazione ben nota da tanto tempo, il Comitato dei residenti di Stampace, attraverso il presidente Adolfo Costa, denuncia quanto accade fuori dalle abitazioni. La volontà è quella di rimanere in quella strada caratteristica di Cagliari che racconta la storia: non arrendersi, insomma, innanzi alla violenza che prepotentemente avanza. Non è giusto, non devono vincere loro. Ecco che scatta, allora, la rabbia per il diritto di poter camminare, passeggiare tranquillamente nelle vie del centro: viene preteso, perché non si deve soccombere al male. E solo tutti insieme, il bene potrà prevalere, cioè riprendere possesso degli spazi oggi occupati da chi pensa che sia un territorio da conquistare.
Tutti insieme per non aver paura di andare a mangiare una pizza sino a tarda notte e poi rientrare a casa senza il timore di essere aggrediti, perché la città del sole merita di splendere, come ha sempre fatto.












