Tumore al seno metastatico, Sorgia (FdI): “Garantire accesso uniforme ai test ESR1 e alle terapie innovative. Basta disagi per le pazienti del Sud Sardegna”
Assicurare a tutte le donne sarde colpite da tumore al seno metastatico lo stesso diritto alla cura, abbattendo le barriere geografiche che oggi penalizzano pesantemente le pazienti, in particolare quelle residenti nel Sud dell’Isola. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata da Alessandro Sorgia, consigliere regionale del gruppo Fratelli d’Italia, rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore dell’Igiene e Sanità.
Al centro del documento vi è la gestione delle pazienti con carcinoma mammario metastatico (HR+/HER2-). Per circa il 30-40% di queste donne si sviluppa una mutazione del gene ESR1, che rende la malattia resistente alle terapie tradizionali. La scienza medica ha oggi messo a disposizione un’arma efficace: l’Elacestrant, il primo farmaco orale (SERD) capace di contrastare questa mutazione, già inserito nel Prontuario Terapeutico Regionale dal dicembre 2025.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile” – dichiara Alessandro Sorgia. “Abbiamo il farmaco, abbiamo la tecnologia diagnostica, ma manca un’organizzazione territoriale equa. Attualmente, il test molecolare necessario per accedere alla terapia (la biopsia liquida) è concentrato esclusivamente nel centro di riferimento di Sassari. Questo costringe centinaia di pazienti, già provate dalla patologia, a lunghe e faticose trasferte verso il Nord dell’Isola, con costi economici e psicologici insostenibili.”
Secondo le stime, in Sardegna sono circa 300 le pazienti che ogni anno avrebbero necessità di sottoporsi al test ESR1, e almeno 120 quelle che potrebbero beneficiare immediatamente del nuovo trattamento.
“Non possiamo permettere che la salute dipenda dal codice di avviamento postale” – incalza l’esponente di Fratelli d’Italia. “Esistono soluzioni organizzative semplici, come l’attivazione di una rete per il prelievo ematico nei centri oncologici territoriali con il successivo trasporto dei campioni ai laboratori. È una questione di civiltà e di corretta gestione delle risorse.”
L’interrogazione che vede come primo firmatario Sorgia richiama inoltre l’attenzione sulla Legge di Bilancio 2026, che all’articolo 1 (comma 340) ha stanziato fondi specifici per il potenziamento della diagnostica molecolare.
“Chiediamo alla Giunta impegni precisi” – conclude Sorgia. “Vogliamo sapere come verranno impiegate le risorse nazionali per potenziare i test ESR1 e quali azioni urgenti si intendano intraprendere per garantire che ogni donna sarda, da Cagliari a Olbia, da Carbonia a Nuoro, possa accedere tempestivamente alle migliori cure disponibili senza dover affrontare un’odissea logistica.”
Assicurare a tutte le donne sarde colpite da tumore al seno metastatico lo stesso diritto alla cura, abbattendo le barriere geografiche che oggi penalizzano pesantemente le pazienti, in particolare quelle residenti nel Sud dell’Isola. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata da Alessandro Sorgia, consigliere regionale del gruppo Fratelli d’Italia, rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore dell’Igiene e Sanità.
Al centro del documento vi è la gestione delle pazienti con carcinoma mammario metastatico (HR+/HER2-). Per circa il 30-40% di queste donne si sviluppa una mutazione del gene ESR1, che rende la malattia resistente alle terapie tradizionali. La scienza medica ha oggi messo a disposizione un’arma efficace: l’Elacestrant, il primo farmaco orale (SERD) capace di contrastare questa mutazione, già inserito nel Prontuario Terapeutico Regionale dal dicembre 2025.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile” – dichiara Alessandro Sorgia. “Abbiamo il farmaco, abbiamo la tecnologia diagnostica, ma manca un’organizzazione territoriale equa. Attualmente, il test molecolare necessario per accedere alla terapia (la biopsia liquida) è concentrato esclusivamente nel centro di riferimento di Sassari. Questo costringe centinaia di pazienti, già provate dalla patologia, a lunghe e faticose trasferte verso il Nord dell’Isola, con costi economici e psicologici insostenibili.”
Secondo le stime, in Sardegna sono circa 300 le pazienti che ogni anno avrebbero necessità di sottoporsi al test ESR1, e almeno 120 quelle che potrebbero beneficiare immediatamente del nuovo trattamento.
“Non possiamo permettere che la salute dipenda dal codice di avviamento postale” – incalza l’esponente di Fratelli d’Italia. “Esistono soluzioni organizzative semplici, come l’attivazione di una rete per il prelievo ematico nei centri oncologici territoriali con il successivo trasporto dei campioni ai laboratori. È una questione di civiltà e di corretta gestione delle risorse.”
L’interrogazione che vede come primo firmatario Sorgia richiama inoltre l’attenzione sulla Legge di Bilancio 2026, che all’articolo 1 (comma 340) ha stanziato fondi specifici per il potenziamento della diagnostica molecolare.
“Chiediamo alla Giunta impegni precisi” – conclude Sorgia. “Vogliamo sapere come verranno impiegate le risorse nazionali per potenziare i test ESR1 e quali azioni urgenti si intendano intraprendere per garantire che ogni donna sarda, da Cagliari a Olbia, da Carbonia a Nuoro, possa accedere tempestivamente alle migliori cure disponibili senza dover affrontare un’odissea logistica.”
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