Presentata interrogazione urgente.”Una vergogna burocratica che si traduce nella negazione di un diritto fondamentale”.
Con queste parole il Consigliere Regionale Sorgia denuncia la paradossale situazione dei litorali sardi in vista della stagione balneare, portando all’attenzione del Consiglio Regionale il caso dei 4,5 milioni di euro destinati ai Comuni per l’accessibilità delle spiagge, annunciati dalla Regione ma di fatto mai erogati.
Come emerso anche dalle recenti denunce delle associazioni del terzo settore sulla stampa locale, le risorse – fondamentali per l’acquisto e l’installazione di passerelle, sedie JOB, percorsi tattili e servizi igienici dedicati alle persone con disabilità – sono rimaste incagliate nelle maglie della burocrazia regionale. Il risultato è che i Comuni costieri, già alle prese con bilanci in sofferenza, si trovano privi dei mezzi necessari per adeguare tempestivamente i propri litorali.
Per far luce su questa grave mancanza, il Consigliere Sorgia ha depositato oggi un’interrogazione urgente a risposta scritta rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore competente.
“È inaccettabile che, alle porte della stagione estiva, le amministrazioni comunali siano lasciate sole e senza i fondi promessi,” dichiara il Consigliere Sorgia. “Non stiamo parlando di un semplice ritardo amministrativo, ma di una palese violazione dei diritti delle persone con disabilità motorie e sensoriali, a cui di fatto viene precluso l’accesso al mare. La Sardegna vuole e deve essere una terra accogliente e inclusiva per tutti, cittadini e turisti, non un percorso a ostacoli.”
Attraverso l’atto ispettivo, Sorgia chiede alla Giunta di chiarire immediatamente i motivi tecnici e burocratici che hanno paralizzato lo stanziamento; quali azioni d’urgenza verranno attuate per sbloccare i fondi entro pochi giorni; un cronoprogramma definitivo che permetta ai Sindaci di far partire i lavori senza ulteriori indugi.
“Non ci accontenteremo di rassicurazioni di facciata o di scaricabarile tra uffici” conclude Sorgia. “I 4,5 milioni devono arrivare nelle casse dei Comuni sardi immediatamente. Il diritto all’inclusione non può aspettare i tempi della burocrazia.”













