Serramanna, cittadini alla scoperta del patrimonio archeologico del territorio

Incontri, dibattiti ed escursioni con l’associazione “Perdafitta” che, da anni, raccoglie sempre più consensi e si classifica come gruppo archeologico ricco di sorprese e novità.


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Al via quattro nuovi incontri che partiranno con un approfondimento della geologia del territorio e proseguiranno con tre incontri sulla storia: prenuragica, nuragica e punico romana. Armati di scarpe comode, macchine fotografiche e tanta voglia di scoprire le bellezze che la Sardegna conserva ancora immutate nel tempo, il gruppo di appassionati della storia e della cultura più antica, periodicamente, parte in giro per l’Isola alla ricerca di nuovi luoghi da visitare: nuraghi, insediamenti, villaggi, rovine e testimonianze risalenti a migliaia di anni fa, ossia tutto ciò che rende grande e importante il patrimonio archeologico sardo. Non a caso il nome dell’associazione prende spunto diretto dal menhir Perda Fitta, situato nelle campagne del paese, realizzato in granito, avente una forma arrotondata con 1,45m di altezza e circa 3,20 di circonferenza. È, forse, il simbolo maggiore di tutti i ritrovamenti avvenuti nel centro del Medio Campidano, riconducibile al Neolitico recente (Cultura di Ozieri: databile tra il 3300 e il 2480 A.C.), il menhir Perda Fitta (pietra infissa nel terreno) raffigura, con forme solo abbozzate, la Dea Madre, simbolo e portatrice di fertilità, fecondità ed abbondanza. Al via dunque i quattro appuntamenti con il contributo di autorevoli esperti per approfondire la conoscenza della storia della Sardegna e delle proprie radici. I prossimi saranno il 17 maggio a cura di Giovanni Ugas, “Le origini della civiltà in Sardegna”, il 31 maggio “Il tempo dei nuraghi”, e il 14 giugno, a cura di Attilio Mastino e Raimondo Zucca, “Sardegna punico-romana”. Gli incontri si terranno tutti alle ore 18 presso la sala conferenze “Vico Mossa”.


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