“Abbiamo camminato insieme nella preghiera, con una fiaccola accesa tra le mani e la speranza nel cuore”.
Si è svolta ieri sera la fiaccolata per la giovane mamma che lotta per rimanere in vita da un letto della rianimazione del Brotzu: in tantissimi hanno accolto l’appello lanciato dalla cugina Ilaria e si sono ritrovati dopo la messa per percorrere le vie del centro abitato.
La località turistica, sempre viva in estate, in questi giorni racconta lo sconforto e il dolore per quanto accaduto tre giorni fa, all’alba, quando la follia ha armato il marito di Michela Rubiu. Gli ha sparato in testa dopo una lite, ancora ignoto il movente che poi lo ha spinto a premere ancora il grilletto, questa volta a Margine Rosso contro il fratello Andrea, morto sul colpo.
Non c’è spazio per niente in questo momento se non alla speranza: le indagini proseguono a ritmo serrato da parte degli inquirenti, ma nei cuori di chi ben conosce Michela c’è solo la speranza che accada il miracolo e possa uscire dal vortice buio che l’ha inghiottita.
Presenti le istituzioni locali, hanno marciato insieme per Michela, per supportare la famiglia in questo drammatico momento. “Le candele erano 520 e non sono bastate per tutti” spiega Walter Zucca. “Una marcia silenziosa, commovente”.
Tra i presenti anche Francesca C.: “Ogni luce ci ha ricordato che, anche nei momenti più bui, Dio non ci abbandona mai. Abbiamo affidato Michela al Signore, chiedendo che la custodisca, la protegga e le doni forza, insieme a tutti coloro che le vogliono bene”.












