Il centrodestra di Cagliari ha votato contro il Programma Triennale delle Opere Pubbliche perché questo documento certifica una cosa molto semplice: la Giunta Zedda non ha una risposta concreta per le vere emergenze della città. Quello che viene presentato come un piano di rilancio è, in realtà, l’ennesimo elenco di interventi rinviati, spostati in avanti, trascinati da un’annualità all’altra. Un libro dei sogni che, per i cittadini, rischia di trasformarsi nel libro degli incubi: strade dissestate, marciapiedi impraticabili, impianti sportivi in attesa, scuole che necessitano di manutenzione, quartieri che chiedono sicurezza, decoro e servizi essenziali.
Il punto politico è chiaro: mentre Cagliari vive ogni giorno problemi evidenti sul fronte della pulizia, della manutenzione ordinaria e straordinaria, della sicurezza urbana, dell’illuminazione pubblica e della vivibilità dei quartieri, il Programma Triennale non dà risposte immediate. Anzi, fotografa una città costretta ad aspettare ancora.
Non basta inserire opere in un documento per dire di averle realizzate. Non basta annunciare interventi se poi vengono rinviati. Non basta riempire le tabelle per governare una città. Cagliari ha bisogno di cantieri veri, tempi certi, priorità chiare e risposte quotidiane.
La maggioranza continua a raccontare una città immaginaria, mentre i cittadini vivono una città reale fatta di buche, degrado, marciapiedi sporchi, manutenzioni assenti e opere pubbliche che non partono o non arrivano mai a conclusione.
Per questo il nostro voto contrario è un voto di responsabilità. Non contro le opere, ma contro un piano che non affronta le urgenze. Non contro gli investimenti, ma contro una programmazione debole, rinunciataria e lontana dai bisogni concreti dei cittadini.
Cagliari non può più permettersi annunci senza seguito. Serve un cambio di passo immediato: meno propaganda, meno rinvii, più cantieri, più manutenzioni e più attenzione ai quartieri. Il centrodestra continuerà a vigilare perché le opere pubbliche non restino titoli su carta, ma diventino finalmente interventi reali al servizio della città.













