Stavolta non è più solo una promessa o un miraggio, ma c’è il via libera del Consiglio Regionale: gli autobus passeranno da Cagliari a Capoterra, a Sestu, Uta, Maracalagonis, Settimo, Sinnai. Si tratta di una svolta epocale non soltanto per tanti pendolari ma soprattutto per migliaia di giovani che potranno tornare a casa anche di notte, negli orari dove non c’è una copertura degli storici bus dell’ARST. In parole povere, così come a Cagliari e Quartu, gli autobus del CTM circoleranno liberamente in tutto l’hinterland cagliaritano. Insieme poi al passaggio in alcuni Comuni importanti della metropolitana leggera, cambierà radicalmente dai prossimi mesi tutto il sistema dei trasporti della città metropolitana di Cagliari, che di fatto diventa un unico agglomerato urbano, anche finalmente sul fronte della mobilità.
Ciò significa per dirla chiaramente che un giovane di Capoterra potrà andare con gli amici a Cagliari, restare a cena e poi – se gli orari del CTM lo consentiranno- tornare a casa, così come avviene in tanti luoghi del Mondo dove c’è un’organizzazione degna di essere chiamata con questo nome.
Per la Sardegna quella di oggi è una notizia insperata, perché ovviamente la Regione metterà i soldi per questo progetto e Fabrizio Rodin, Presidente del CTM, ha dichiarato a Casteddu Online che l’azienda era già pronta e disponibile a fornire questo tipo di servizio. Non resta che attendere ancora qualche mese, il tempo per far decollare l’iniziativa, e poi si potrà parlare di una situazione nei trasporti per i giovani che non sarà più da terzo Mondo. Perché diciamolo chiaramente, un giovane che va ad incontrare la fidanzata a Cagliari da qualunque parte dell’ hinterland se non ha un’auto è condannato a tornare a casa alle 21.













