A Cagliari i taxi non bastano più. A sostenerlo è il consigliere comunale ed ex assessore alla Mobilità Alessio Mereu, che in Aula ha riportato al centro del dibattito una mozione depositata lo scorso 9 marzo e approvata oggi all’unanimità dal Consiglio comunale.
«Le licenze in uso dal 2005 sono 100, più 5 per disabili», ha ricordato Mereu. Numeri che, secondo il consigliere, non sono più adeguati a una città profondamente cambiata, con l’esplosione del turismo, delle strutture alberghiere e soprattutto dell’extralberghiero.
«Gli operatori presenti non riescono a coprire il servizio, soprattutto negli orari notturni», ha sottolineato. Una situazione che avrebbe costretto anche alcuni ristoratori ad accompagnare personalmente i clienti negli alberghi al termine della cena.
Mereu ha ricordato di aver già affrontato il problema quando era assessore, arrivando a un accordo con la categoria per l’aumento di 18 licenze, cinque delle quali destinate alle persone con disabilità. Un percorso poi sospeso dalla nuova amministrazione, mentre la categoria ha puntato sulla soluzione della doppia guida.
Per Mereu, però, servono nuove opportunità anche per chi vuole entrare nella professione. «Magari giovani che conoscono anche l’inglese, che con tutti questi turisti forse sarebbe opportuno», ha detto.
Il caso più emblematico, secondo il consigliere, è quello dell’aeroporto. «Non si trova un taxi per rientrare a Cagliari quando arriva l’ultimo aereo da Milano. Se arriva anche con mezz’ora di ritardo, arrivano 50 persone e all’aeroporto c’è un taxi».
Da qui la seconda proposta contenuta nella mozione: coinvolgere il CTM in un tavolo di confronto per valutare l’istituzione di una linea da e per l’aeroporto, con un percorso che possa andare oltre piazza Matteotti e raggiungere il centro della città.
Mereu ha inoltre chiesto maggiori controlli sul rispetto del regolamento taxi e delle tariffe, ricordando che il servizio è pubblico e che l’amministrazione ha il dovere di garantirne il funzionamento.
La mozione è stata approvata con l’emendamento di Giuseppe Farris, che ha chiesto di estendere il tavolo di concertazione anche alle organizzazioni rappresentative degli operatori del settore, coinvolgendo quindi direttamente i tassisti













