Cagliari, dai bed and breakfast abusivi cumuli di rifiuti abbandonati in strada o nei mastelli dei commercianti: “In assenza di controlli capillari e di una regolamentazione stringente, la speculazione legata alle locazioni brevi rischia di svuotare i quartieri dei loro residenti e di compromettere la vivibilità dell’intera città”.
Un’analisi pubblica sul fenomeno degli affitti brevi e delle locazioni turistiche abusive che sta travolgendo Cagliari, trasformando radicalmente il tessuto sociale ed economico della città. “In vie come via Giudice Chiano, via Capula e via Giudice Mariano, così come in tutto il quartiere Fonsarda, la proliferazione indiscriminata e ormai del tutto fuori controllo di B&B e case vacanza sta generando criticità insostenibili per la comunità” spiega Roberto A.
“Tra gli effetti più gravi di questa crescita incontrollata c’è la vera e propria emergenza abitativa che sta colpendo i giovani. Sottratti al mercato residenziale tradizionale per essere destinati al turismo sommerso, gli appartamenti per studenti e lavoratori under 35 sono ormai quasi introvabili. E quando si riesce a individuare un alloggio, i canoni di locazione proposti sono schizzati a cifre proibitive e del tutto fuori mercato, spingendo le nuove generazioni ai margini della città.
A ciò si aggiunge un grave degrado legato all’accumulo improprio di rifiuti. Ogni fine settimana, l’afflusso di ospiti che soggiornano in strutture irregolari sfocia nell’abbandono indiscriminato della spazzatura. Invece di rispettare le norme della raccolta differenziata, gli inquilini di passaggio prediligono i mastelli riservati alle attività commerciali di zona. Al rientro del lunedì, i commercianti si ritrovano sommersi dall’immondizia altrui, trovandosi costretti a gestire il degrado oltre a sostenere i già pesanti costi della Tari. Una situazione di anarchia urbana di fronte alla quale le autorità sembrano incapaci di intervenire, mentre l’abusivismo arriva a convertire persino garage e locali non idonei in alloggi turistici”.
Non solo: “Il fenomeno solleva forti interrogativi sul tipo di impatto economico generato. L’offerta incontrollata di sistemazioni a basso costo fuori dai canali ufficiali attira un turismo “mordi e fuggi” a bassissima capacità di spesa. La scena quotidiana di turisti che affollano i market per provvedere autonomamente ai pasti, prima di dirigersi in spiaggia, dimostra come questo flusso turistico porti vantaggi solo ai gestori abusivi, senza lasciare alcun reale indotto al commercio, alla ristorazione e ai servizi del capoluogo sardo”.











