La nuova iniziativa nasce dopo mesi di immobilismo sulla proposta di Protocollo CSR Sarroch, presentata dal Comitato sin dall’inizio del 2026. “Quindici giorni per dire se esiste davvero la volontà di aiutare i sarrochesi. Basta silenzi e occasioni perse”.
La CSR – Responsabilità Sociale d’Impresa – “non è un’invenzione del Comitato né una richiesta eccezionale”: è il principio, ormai consolidato in Italia e in Europa, secondo cui l”e grandi imprese devono assumersi la responsabilità degli effetti sociali e ambientali della propria attività e costruire un rapporto concreto con le comunità che le ospitano”.
La stessa Commissione europea imfatti definisce la CSR come “la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”.
Nei territori sottoposti per decenni a una forte pressione industriale, ambientale e infrastrutturale, “riteniamo quindi politicamente e socialmente doveroso che questa responsabilità non resti confinata ai bilanci di sostenibilità, ma si traduca anche in benefici tangibili per la popolazione. È una logica applicata, con strumenti e formule differenti, in Italia e nel resto d’Europa: dialogo con gli stakeholder, compensazioni e benefici territoriali, investimenti sociali e ambientali, sostegno alle comunità locali. L’ordinamento europeo incoraggia espressamente le grandi imprese e quelle maggiormente esposte a impatti sociali e ambientali ad adottare approcci strategici di responsabilità e due diligence”.
Per il Comitato “Sarroch non può rappresentare l’eccezione”.
Il 13 gennaio era stato chiesto formalmente al Comune un incontro istituzionale. “Non essendo seguito nessun tipo di confronto, l’intero progetto è stato successivamente depositato agli atti dell’Ente con protocollo n. 2402. Tra le misure già previste figuravano specifiche agevolazioni sui carburanti destinate alla popolazione residente
Oggi il Comitato ha deciso di andare direttamente al punto.
Alla politica locale viene chiesto di fare ciò che, sino ad ora, non risulta sia stato fatto sulla specifica proposta: aprire un confronto concreto con il gruppo industriale e verificare ciò che Saras, Sarlux e Vitol sono realmente disponibili a fare per Sarroch.
Alle società viene invece posta una domanda altrettanto semplice: esiste o no la disponibilità a riconoscere ai residenti di Sarroch una misura straordinaria di sostegno sul costo dei carburanti?
La richiesta individua già due possibili strade operative: la riattivazione, ove possibile, di un punto di distribuzione riconducibile al gruppo industriale con condizioni particolarmente agevolate per i residenti, oppure una convenzione con uno o più distributori presenti sul territorio, finanziando l’agevolazione nell’ambito delle politiche di responsabilità sociale d’impresa”. È stata inoltre chiesta la convocazione di un tavolo tra Comune, gruppo industriale e Comitato.
“Non stiamo chiedendo elemosine e non stiamo dichiarando guerra alla raffineria. Stiamo chiedendo alla politica di avere finalmente il coraggio di sedersi al tavolo e alla proprietà industriale di dire chiaramente se intende costruire un rapporto diverso con la comunità che ospita il polo da oltre sessant’anni”.
Per il Comitato il problema, ormai, non è più individuare le soluzioni: “Le soluzioni sono state scritte, quantificate e depositate. Quello che è mancato finora è la volontà di discuterle seriamente.
Ed è proprio questo il nodo politico della vicenda.
Sarroch ospita uno dei principali poli di raffinazione del Paese, ma quando si tratta di trasformare questa presenza in benefici diretti e strutturali per i cittadini, il dibattito sembra fermarsi prima ancora di cominciare”.
“Non è più accettabile che ogni proposta finisca in un cassetto. Se qualcuno ritiene che questa misura non sia praticabile, lo dica e ne spieghi le ragioni. Se Saras e Vitol non sono interessate, lo dicano. Se il Comune non intende portare avanti il confronto, lo dica altrettanto chiaramente. Ma il tempo dei silenzi deve finire”.
Il Comitato ha chiesto a tutti i destinatari un riscontro scritto entro 15 giorni.
Trascorso inutilmente tale termine, verrà resa pubblica alla comunità la posizione assunta da ciascun soggetto — oppure la sua assenza — senza interpretazioni e senza sconti. La comunicazione inviata precisa infatti che l’eventuale mancato riscontro del gruppo industriale sarà rappresentato come mancata manifestazione di interesse ad approfondire quella specifica proposta, mentre l’eventuale mancata iniziativa del Comune sarà indicata come assenza di un concreto percorso di interlocuzione sulla misura proposta.
“Sarroch non può continuare ad accontentarsi di ospitare l’industria. Deve iniziare a pretendere un rapporto moderno con essa”.
Il Comitato auspica che Comune, Saras, Sarlux e Vitol scelgano di aprire il confronto.
Ma una cosa è certa: “Questa volta nessuno potrà dire di non essere stato chiamato a rispondere”.













