Un contenzioso burocratico e fiscale rischia di far crollare definitivamente l’assistenza sanitaria d’urgenza in tutta la Sardegna. A lanciare l’allarme rosso è la Funzione Pubblica della Segreteria Aziendale ARNAS “G. Brotzu” di Cagliari, che denuncia una situazione paradossale: i medici specialisti che da oltre due anni salvano i reparti periferici dal collasso si vedono oggi tagliare gli stipendi e rischiano maxi-stangate fiscali retroattive.
La vicenda ruota attorno a decine di professionisti del Brotzu — tra cui anestesisti, ortopedici, neurochirurghi e neuroradiologi — che, su base interamente volontaria, effettuano ore straordinarie viaggiando da un capo all’altro dell’Isola. Grazie al loro sacrificio quotidiano è stato possibile mantenere operativi presidi fondamentali come i Pronto Soccorso della Gallura, la Neurochirurgia di Nuoro e Sassari, e l’Anestesia e Ortopedia di Carbonia. Un sistema di mobilità d’urgenza che ha evitato che migliaia di pazienti si riversassero in massa sulle strutture di Cagliari, già pesantemente congestionate.
All’origine dello scontro c’è un repentino cambio di rotta sull’interpretazione delle tasse da applicare a queste prestazioni straordinarie interaziendali. Gli accordi siglati nel 2024 garantivano infatti una tassazione agevolata con Flat Tax al 15% per incentivare le trasferte. Tuttavia, una recente interpretazione dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito che questi servizi debbano essere assoggettati all’IRPEF ordinaria, con aliquote che schizzano fino al 43%. Davanti a questo caos normativo, l’ARNAS Brotzu ha scelto di trattenere in via cautelativa il 50% dei compensi dovuti ai medici per i turni già effettuati. Oltre al danno attuale c’è anche la beffa: sui camici bianchi pende ora la minaccia di dover restituire migliaia di euro già percepiti negli ultimi due anni se la nuova tassazione venisse applicata retroattivamente.
I sindacati avvertono che la corda è ormai tesa al massimo e che la sanità sarda va dritta verso il blocco. Essendo le trasferte completamente volontarie, i medici sono pronti a sospendere immediatamente la disponibilità ai servizi aggiuntivi per limitarsi al solo orario ordinario a Cagliari. Se ciò accadesse, interi reparti e Pronto Soccorso del territorio regionali si ritroverebbero privati delle coperture dall’oggi al domani, decretando la loro chiusura immediata e gettando i cittadini nel caos.
I rappresentanti sindacali della UIL FP, Fabio Sanna per la Segreteria Aziendale Brotzu e Giovanni Pinna per il Coordinamento Regionale Dirigenti Medici, hanno inviato una formale e urgente richiesta d’intervento alla Presidente della Regione e Assessora alla Sanità ad interim, Alessandra Todde. Le richieste sono nette e senza sconti: lo sblocco immediato del 100% delle somme trattenute per le ore di lavoro già effettuate, una garanzia economica da parte della Regione per adeguare le tariffe orarie e salvaguardare il compenso netto dei medici in caso di passaggio all’IRPEF al 43%, e un’indicazione chiara affinché non venga chiesto alcun recupero retroattivo sulle annualità precedenti.
“I medici si sono spesi in prima persona per salvare la sanità sarda — concludono duramente Fabio Sanna e Giovanni Pinna —. Non si può rispondere al loro sacrificio con tagli stipendiali e incertezza fiscale. Chiediamo un intervento politico immediato prima che la situazione precipiti irreparabilmente”.












