Ospedali in affanno, attese infinite e file interminabili di ambulanze: “Impossibile riaprire il pronto soccorso del Marino, ma si potrebbero attivare ortopedia e traumatologia per contribuire a ridurre la pressione sui reparti e sui Pronto Soccorso degli altri ospedali dell’area cagliaritana”.
La proposta dell’associazione che difende i diritti dei malati “Emera”, “di fronte alle attuali difficoltà, non sia più possibile lasciare inutilizzata o fortemente sottoutilizzata una struttura che potrebbe rappresentare una risorsa aggiuntiva per l’intero sistema sanitario”.
La possibile soluzione per tamponare le difficoltà della sanità locale sono già state recapitate alle istituzioni di competenza.
“La situazione non riguarda esclusivamente una singola struttura, ma coinvolge l’intera rete ospedaliera dell’area vasta di Cagliari, interessando il Santissima Trinità, il Brotzu, il Policlinico Duilio Casula di Monserrato.
Le difficoltà di gestione dei flussi, la carenza di posti letto, il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e la permanenza dei pazienti nelle aree di emergenza in attesa di un posto letto dimostrano la necessità di intervenire sull’intera organizzazione della rete e non soltanto sulle singole emergenze.
Proprio per questo, riteniamo necessario ricordare la proposta che l’Associazione Emera aveva già presentato in data 5 novembre 2025 e che oggi, alla luce della situazione attuale, intendiamo riproporre e sollecitare con ancora maggiore forza.
L’Associazione Emera propone e sollecita la riapertura dell’Ospedale Marino di Cagliari, una struttura che, se opportunamente riattivata e destinata a specifici percorsi assistenziali o di degenza, potrebbe contribuire in modo significativo ad alleggerire il carico dell’intera rete ospedaliera dell’area cagliaritana, dal Policlinico agli altri presidi cittadini e territoriali.
La riattivazione del Marino potrebbe consentire di redistribuire parte dei ricoveri e dei percorsi assistenziali, favorendo una migliore presa in carico dei pazienti, riducendo la pressione sui reparti maggiormente sovraccarichi e contribuendo a garantire condizioni di cura più dignitose sia per i cittadini sia per gli operatori sanitari.
In particolare, l’Associazione Emera ritiene che, oltre all’apertura dell’Ospedale di Comunità prevista all’interno del Marino, debba essere valutata concretamente anche l’attivazione di servizi di ortopedia e traumatologia, che potrebbero operare nella stessa sede e contribuire ulteriormente a ridurre la pressione sui reparti e sui Pronto Soccorso degli altri ospedali dell’area cagliaritana.
Non chiediamo quindi una soluzione limitata a un singolo presidio, ma una valutazione complessiva della rete ospedaliera dell’area vasta di Cagliari, nella quale il Marino possa tornare a svolgere un ruolo concreto e funzionale.
Riteniamo che, di fronte alle attuali difficoltà, non sia più possibile lasciare inutilizzata o fortemente sottoutilizzata una struttura che potrebbe rappresentare una risorsa aggiuntiva per l’intero sistema sanitario.
Chiediamo pertanto che la presente segnalazione venga presa in carico formalmente e che ci venga fornito un riscontro preciso sulle azioni che l’Assessorato intende intraprendere, sia nell’immediato per affrontare le attuali condizioni di sovraffollamento e pressione sui presidi ospedalieri dell’area cagliaritana, sia nel medio termine in relazione alla riattivazione dell’Ospedale Marino come struttura di supporto alla rete ospedaliera regionale.
Oggi, alla luce delle difficoltà che interessano l’intera rete ospedaliera dell’area cagliaritana, chiediamo a gran voce che il tema della riapertura del Marino venga affrontato senza ulteriori rinvii.
La sanità dei cittadini ha bisogno di risposte concrete, di una programmazione lungimirante e dell’utilizzo di tutte le risorse disponibili” spiega la Presidente Maria Francesca Congiu.