Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di una lettrice, che segnala le condizioni della biblioteca pubblica di Quartu Sant’Elena durante l’ondata di caldo.
“Ci sono luoghi in una città che non sono semplici edifici: sono presìdi di democrazia, di studio, di condivisione e, non ultimo, di sollievo durante i mesi più caldi. La biblioteca pubblica è uno di questi. O almeno, dovrebbe esserlo.
Ieri, con la colonnina di mercurio che segnava 41 gradi, varcare la soglia della biblioteca non ha portato alcun refrigerio. L’aria condizionata, ancora una volta, era, mi hanno detto, “guasta”. Uso le virgolette perché definire “guasto” un problema che si ripresenta puntuale come l’estate inizia a sembrare un esercizio di fantasia. Non si tratta di una fatalità o di un’avaria improvvisa, ma della cronaca di un disservizio annunciato che si ripete anno dopo anno.
L’aria condizionata funziona solo nel caseggiato della biblioteca dei ragazzi. Come l’anno scorso e quello precedente. Solo che gli adulti non possono starci perché l’ingresso è riservato ai ragazzi.
Il risultato? Un’aula studio trasformata in una sauna. Un ambiente invivibile in cui è fisicamente impossibile concentrarsi, studiare, lavorare o anche solo sfogliare un libro. Gli utenti—studenti, cittadini, lavoratori—sono costretti a rinunciare a un servizio pubblico fondamentale e a tornare a casa.
Il personale presente, che si trova a lavorare in condizioni altrettanto inaccettabili e a cui va la mia solidarietà per dover gestire l’inevitabile frustrazione dell’utenza, ma che almeno può rifugiarsi nella biblioteca dei ragazzi dove l’aria condizionata, miracolosamente, funziona. Per eventuali lamentele mi riferiscono si può inviare una mail di protesta al dirigente responsabile, che mi dicono essere il dott. Giuseppe Corongiu.
Poiché la sensazione forte è che le mail finiscano in un buco nero burocratico, mi rivolgo alla redazione del vostro giornale, sempre attenta a segnalare questo genere di problemi: com’è possibile che la manutenzione degli impianti di condizionamento non venga programmata a tempo debito? Perché un bene comune deve diventare inagibile proprio nei mesi in cui la città avrebbe più bisogno di spazi climatizzati, accoglienti e inclusivi? Resta comunque un forte dubbio che vista la sistematicità dei guasti a orari programmati, l’aria condizionata venga spenta di proposito.
La cultura può andare in pausa? I cittadini devono accettare passivamente che i servizi di base vengano trattati come optional?
Questa non è solo una lamentela per il caldo: è una richiesta chiara di rispetto per i beni pubblici e per chi li vive ogni giorno. Si può intervenire prima che l’estate finisca e ci si dimentichi del problema fino alla prossima estate?
Grazie mille per la vostra attenzione e per il vostro lavoro”.
Lettera firmata













