Non si placa la bufera politica sulla gestione della raccolta rifiuti e sulle tariffe TARI a Cagliari. Il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Farris, capogruppo di CiviCA 2024, ha depositato una durissima mozione di censura ufficiale contro l’operato dell’assessora all’Ecologia Urbana e all’Ambiente, Luisa Giua Marassi, invitando formalmente il sindaco Massimo Zedda a revocarle le deleghe. Al centro dell’attacco ci sono i costi definiti esorbitanti del servizio, un’evasione fiscale fuori controllo e il degrado che continua a colpire molte zone della città, dal centro alle periferie.
I numeri mostrati da Farris nel documento protocollato il 28 agosto 2026 fotografano una situazione contabile pesante: a Cagliari si spendono 76,63 euro per gestire un singolo chilo di rifiuti, a fronte di una media nazionale che si attesta intorno ai 45 euro. Secondo il consigliere, il costo effettivo del servizio supera del 55% il fabbisogno standard calcolato per la città.
I cittadini cagliaritani hanno fatto la loro parte portando la raccolta differenziata oltre il 75%. È un sacrificio domestico enorme che però non si è tradotto nel promesso calo della pressione tributaria, attacca Farris. Nel 2026, infatti, il Piano Economico Finanziario del servizio ha registrato un ulteriore aumento di ben 720.000 euro, pari all’1,7%, toccando il limite massimo di incremento annuale consentito dalle autorità di regolazione.
La critica si fa ancora più stringente sul fronte del decoro urbano. Nonostante la Regione Sardegna abbia stanziato un contributo straordinario di 3 milioni di euro all’anno per il triennio 2025-2027 proprio per combattere il fenomeno dei rifiuti abbandonati, a cui si aggiungono 1,6 milioni di euro dal bilancio comunale, la città continuerebbe a mostrare sacchetti accumulati accanto ai cestini, microdiscariche e diffuso degrado.
Non si può invocare la mancanza di risorse o colpevolizzare solo l’inciviltà dei singoli, si legge nella mozione. Quando il fenomeno è sistematico e persistente, diventa un problema di capacità amministrativa nella prevenzione e nel controllo.
Un altro pilastro della mozione riguarda la morosità della tassa sui rifiuti, definita da Farris come un vero e proprio buco nero che grava solo sulle tasche di chi rispetta le regole. Nel 2026, l’evasione stimata della TARI a Cagliari ha raggiunto la cifra di quasi 11 milioni di euro, pari a un quinto dell’intero costo del servizio. Le proiezioni fornite dall’esponente dell’opposizione indicano un ulteriore peggioramento per il 2027, anno in cui la quota di non riscosso potrebbe sfiorare i 12 milioni di euro, con una crescita del 20%.
Per l’opposizione si tratta di un fallimento politico-amministrativo totale che unisce tariffe record a standard qualitativi minimi, dato che il Comune ha mantenuto la gestione nello Schema regolatorio I del TQRIF, ovvero il livello base di tutele per l’utente.
Farris si chiede infine quale qualità aggiuntiva riceva il cittadino cagliaritano in cambio di un costo significativamente superiore ai parametri di riferimento.












