Andare allo stadio a tifare il Cagliari sta diventando un lusso per pochi intimi. La pubblicazione dei prezzi dei biglietti per le sfide casalinghe all’Unipol Domus ha scatenato un’ondata di polemiche e furiose proteste tra i tifosi rossoblù, rimasti letteralmente sbalorditi davanti a cifre giudicate totalmente fuori mercato per la realtà sarda. I listini per i settori popolari e per le tribune hanno registrato impennate che lasciano pochissimo spazio all’interpretazione: il calcio, a Cagliari, non è più un gioco per famiglie.
A fare più discutere sono i prezzi delle curve, tradizionalmente il cuore pulsante del tifo più accessibile. Per assistere alla partita in Curva Nord o in Curva Sud si parte ormai da ben 45 euro per un biglietto intero. Una cifra altissima se si pensa che fino a qualche stagione fa con la stessa somma si poteva quasi acquistare un biglietto nei Distinti. Ma le note dolenti non finiscono qui. Per chi decide di accomodarsi nei Distinti centrali il costo schizza a 125 euro, che scende a 105 euro solo grazie alle riduzioni speculari per donne, under 18 e over 65.
Le tribune si trasformano in veri e propri settori d’élite: la Tribuna Blu tocca i 155 euro, mentre per sedersi in Tribuna Rossa sono necessari ben 205 euro a persona.
Sui canali social e nei forum dedicati ai tifosi del Cagliari l’indignazione è palpabile. In molti fanno notare come un padre che desideri portare due figli nei settori intermedi rischi di spendere oltre trecento euro per una sola partita, escluse le spese di trasferta per chi arriva dall’hinterland o dal resto dell’Isola. L’accusa principale rivolta alla società è quella di voler monetizzare al massimo la capienza ridotta dell’attuale impianto temporaneo, penalizzando i sostenitori storici e la classe popolare, in attesa del futuro e definitivo nuovo stadio. Con questi prezzi, l’Unipol Domus rischia di perdere quel calore travolgente che ha sempre rappresentato l’uomo in più per la squadra.












