Missione (quasi) impossibile, salvare i prezzi della continuità territoriale: oggi al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è in programma un nuovo vertice tra governo, Regione Sardegna, Aeroitalia e Ita Airways per cercare di evitare l’aumento delle tariffe aeree sulle rotte da e per Roma e Milano.
Sul tavolo c’è l’impatto del caro carburante, che secondo gli operatori sta mettendo sotto pressione i conti del sistema. Aeroitalia, che opera circa il 90% dei collegamenti in regime di continuità territoriale, segnala un incremento dei costi operativi pari a circa 2 milioni di euro solo nel mese di marzo e ipotizza un adeguamento delle tariffe fino a 15 euro per biglietto come componente legata al carburante.
L’eventuale revisione dei prezzi non sarebbe automatica: dovrebbe infatti essere modificato il decreto sulla continuità territoriale, che consente adeguamenti solo al superamento della soglia del 25% rispetto al costo del carburante fissato al momento della firma dell’intesa. Una soglia che, secondo le compagnie, sarebbe già stata ampiamente superata, con aumenti stimati intorno al 50%.
La Regione Sardegna ha inizialmente manifestato cautela rispetto all’ipotesi di rincari, ma il confronto con il governo resta aperto e in evoluzione. Le opzioni sul tavolo sono due: un intervento dello Stato per coprire i maggiori costi oppure il trasferimento degli stessi sulle tariffe, con un impatto diretto sui passeggeri.
Una partita ancora tutta da giocare, in un sistema in cui la continuità aerea rappresenta l’unico collegamento stabile per i residenti dell’Isola con il resto del Paese.











