Enti locali: legge Del Rio spiana la strada per la riforma in Sardegna

A dirlo è l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu

“La pronuncia di ieri della Corte costituzionale (sent. 50/2015) che ha bocciato i ricorsi delle Regioni Lombardia, Veneto, Campania e Puglia contro la legge Delrio, chiarisce definitivamente alcuni aspetti della riforma per i quali le Regioni avevano sollevato diversi dubbi di legittimità”.

A dirlo è l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu che, per ciò che riguarda la Sardegna aggiunge: “La chiarezza fatta dalla Corte costituzionale spiana la strada per l’isola alla riforma, e rende inoltre più forte e non rinviabile il percorso tracciato attraverso il disegno di legge approvato dalla giunta regionale lo scorso dicembre, in attesa di essere portato all’attenzione dell’Aula”.

Secondo l’esponente della giunta Pigliaru è quanto mai urgente dare attuazione alle disposizioni sulle Unioni di Comuni, all’istituzione della Città metropolitana, alla riforma delle province e a tutte quelle misure di semplificazione che introdurranno in Sardegna un Testo unico degli Enti locali che guarda alla specificità dei territori della Sardegna.

“La Consulta si è definitivamente pronunciata su alcuni nodi fondamentali della legge n. 56/2014 – ha proseguito Cristiano Erriu – stabilendo la correttezza del procedimento istitutivo delle Città metropolitane e il modello di governance prescelto. Inoltre è stata chiarita la piena compatibilità del meccanismo elettivo di secondo grado con il principio democratico e con quello autonomistico delle Province e delle Città metropolitane, escludendo che il carattere rappresentativo ed elettivo degli organi di governo del territorio venga meno in caso di elezioni di secondo grado”.

Mentre, sulle Unioni di Comuni, ha concluso il rappresentante dell’Esecutivo: “la Consulta ribadisce che la legge Delrio ha introdotto misure semplificatorie volte al contenimento della spesa pubblica, oltre che al conseguimento di obiettivi di maggiore efficienza o migliore organizzazione delle funzioni comunali, non suscettibili, per questo profilo, di violare le prerogative degli Enti locali”.