Colibrì multato e chiuso a Quartu, il titolare: “Concessione scaduta nel 2020 ma non pensavo di dover chiedere una nuova autorizzazione”

Multa di 5mila euro e nessuna autorizzazione per aprire lo stabilimento balneare nell’estate appena terminata, la scoperta degli agenti della polizia Locale porta alla chiusura della struttura. L’amministratore unico Stefano Versace si difende: “Mi opporrò al verbale, lavoriamo nel chiosco dal 2018 e contratto e concessione si sono rinnovati in automatico: ho ritenuto di non dover chiedere una nuova autorizzazione, sono in buona fede”

Uno stabilimento balneare che non avrebbe mai dovuto aprire nell’estate 2021, quello del Colibrì nel lungomare Poetto di Quartu Sant’Elena. L’hanno stabilito gli agenti della polizia Locale, intervenuti per dei controlli insieme agli uomini dell’Arpas, e il Comune quartese l’ha messo nero su bianco con una determina che porta la data di ieri. Le verifiche risalgono a luglio e ad agosto: non è stata trovata nessuna concessione e nessun avviso o pratica spedita al Suape. Risultato: multa da 5mila euro e chiusura immediata. Una mazzata, forse un po’ più morbida perchè arrivata a estate terminata. Ma l’amministratore unico del Colibrì, Stefano Versace, imprenditore cagliaritano di 35 anni, non ci sta. E, contattato da Casteddu Online, si sfoga e offre la sua versione dei fatti: “Intendo oppormi al verbale di accertamento con il quale mi è stato contestato di aver esercitato l’attività senza il titolo autorizzativo richiesto. Farò presente che la società da me rappresentata esercita l’attività nel chiosco dal mese di maggio del 2018, in seguito ad un regolare contratto stipulato con la società ‘Il Notturno srl’, e dopo aver ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni amministrative”. Versace non nasconde di aver commesso una leggerezza, ma precisa che non era voluta: “È vero che il contratto e le relative autorizzazioni erano collegate alla scadenza della concessione”, cioè il “31 dicembre 2020, ma è anche vero che essendosi rinnovati in automatico sia il contratto sia la concessione abbiamo ritenuto che non dovessimo chiedere una nuova autorizzazione”.
“In pratica”, sostiene Versace, “riteniamo chi avendo ricevuto la società una regolare autorizzazione nel 2018 non avesse alcun obbligo di ottenere una nuova autorizzazione al momento del rinnovo della concessione e del contratto, in quanto tutto è avvenuto in continuità e con gli stessi soggetti. Comunque, essendo evidente la nostra buona fede, faremo il possibile per risolvere la questione amministrativa con il Comune”.


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