“Cagliari sporca e imprigionata nello stesso sistema per 18 anni, fino al 2035”. È l’accusa rivolta all’amministrazione comunale dal consigliere Roberto Mura, che contesta la gestione della pulizia urbana e dei rifiuti e chiede un cambio di modello.
“La realtà, purtroppo, è molto diversa da quella raccontata dall’assessore”, sostiene Mura, secondo cui la città presenta “evidenti problemi di pulizia in tutte le zone”, con degrado, rifiuti e scarsa cura dello spazio pubblico che inciderebbero sulla qualità della vita dei cittadini.
Per il consigliere, i lavaggi aggiuntivi programmati nel mese di agosto non rappresentano una risposta strutturale. “Presentare come un grande cambio di passo qualche lavaggio aggiuntivo nel mese di agosto rischia di apparire più come un’operazione di comunicazione mal riuscita che come la risposta strutturale di cui la città ha bisogno”, afferma.
Mura richiama quindi l’attuale sistema di gestione dei rifiuti e della pulizia urbana, nato con l’appalto approvato dall’amministrazione di Massimo Zedda nel 2017 e della durata di nove anni. Il nuovo appalto, sostiene il consigliere, sarebbe “sostanzialmente in continuità con quello attuale” e porterebbe a vincolare la città allo stesso modello per altri nove anni.
“Se dopo nove anni siamo ancora costretti a intervenire con misure straordinarie e nonostante ciò non si riescono a garantire condizioni accettabili di pulizia, non basta aggiungere qualche lavaggio diurno e annunciare nuovi calendari. Bisogna interrogarsi seriamente sul funzionamento dell’intero sistema”, sostiene Mura.
Il consigliere respinge inoltre l’ipotesi che le responsabilità possano essere ricondotte esclusivamente alla scarsa attenzione dei cittadini. “Il rispetto delle regole è indispensabile, certamente, ma la pulizia della città è prima di tutto un servizio pubblico che deve essere organizzato, controllato e fatto funzionare dall’amministrazione”, afferma.
“Cagliari non ha bisogno di ritocchi né di interventi estemporanei, ha bisogno di un cambio di passo radicale, di maggiore controllo sull’esecuzione dei servizi, di standard più elevati e di una presenza costante in tutti i quartieri”, conclude Mura. “Se il modello resta sostanzialmente lo stesso, perché dopo nove anni dovremmo aspettarci risultati diversi nei prossimi nove?”.












