CAGLIARI – La città si prepara a un’altra giornata ad alta tensione. Domani, 29 aprile, la commemorazione di Sergio Ramelli rischia di trasformarsi ancora una volta in un terreno di scontro politico, con i gruppi antifascisti pronti a scendere in piazza.
Negli anni precedenti, gli stessi appuntamenti – negli stessi luoghi, tra piazza Repubblica e piazza Garibaldi – hanno già visto fronteggiarsi i due fronti, con momenti di forte tensione e un clima costantemente sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine.
Anche domani ci sarà da una parte la cerimonia organizzata da ambienti di destra per ricordare il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 dopo un’aggressione, e dall’altra la mobilitazione del coordinamento antifascista cagliaritano, che parla apertamente di «provocazione» e rilancia la necessità di una risposta nelle piazze.
Il clima si era già surriscaldato nei giorni scorsi. Decisiva la revoca, da parte del Comune, di una conferenza prevista al Lazzaretto e organizzata da un’associazione di area destra. L’incontro è stato annullato dopo le proteste del coordinamento antifascista, nonostante – fanno sapere gli organizzatori – la sala fosse già stata regolarmente affittata.
«Nessun controllo sulle concessioni di spazi pubblici», attaccano gli antifascisti, denunciando una gestione troppo permissiva nei confronti di associazioni ritenute vicine all’estrema destra.
La giornata cruciale resta però quella di domani. La commemorazione di Ramelli è prevista nella piazza a lui intitolata (tra via Alghero e via Deledda), vicino a Piazza Repubblica, mentre il presidio antifascista è stato convocato alle 18 in piazza Garibaldi, a poche centinaia di metri di distanza.
Due piazze, due visioni opposte, pochi metri a dividerle. Il che renderà necessario un imponente dispiego di forze dell’ordine.












