Nuovo passaggio critico nella vertenza Bekaert di Macchiareddu. Dal tavolo di confronto tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) emerge un quadro ancora incerto sul futuro dello stabilimento sardo e dei suoi lavoratori. La Regione Sardegna esprime forte delusione per l’esito dell’incontro e per la posizione assunta dall’azienda, che conferma la volontà di lasciare il sito produttivo.
“Una decisione ingiustificabile e inaccettabile”, ha dichiarato l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, sottolineando come dopo otto mesi dall’apertura della vertenza la situazione resti bloccata. Secondo quanto emerso, 65 dei 120 lavoratori hanno aderito a un percorso di esodo volontario proposto dall’azienda, un dato che la Regione legge come segnale di forte incertezza e sfiducia verso una soluzione positiva della crisi.
Sul fronte della possibile riconversione industriale del sito, la società incaricata Sernet avrebbe registrato sei manifestazioni di interesse da parte di potenziali investitori. Tuttavia, secondo la Regione, non ci sono ancora elementi concreti che possano garantire una reale prospettiva di reindustrializzazione e continuità produttiva.
Durissima anche la posizione dell’assessora del Lavoro Desiré Manca, che denuncia il protrarsi dell’incertezza: “Non è accettabile che il tempo passi senza decisioni mentre il peso ricade interamente sui lavoratori e sulle loro famiglie. La chiusura non è un destino inevitabile, ma una scelta precisa”.
La Regione ribadisce la disponibilità a difendere la continuità produttiva del sito industriale di Macchiareddu e annuncia la volontà di continuare a intervenire in tutte le sedi istituzionali per chiedere “risposte chiare e atti concreti”.
Intanto, il prossimo aggiornamento del tavolo ministeriale è stato fissato per il 25 giugno.












