Dal 1992 Efisio viene scortato dagli esemplari di Cabras, imponenti, sanissimi, ma quest’anno tutto è legato alla dermatite bovina, la malattia trasmessa da insetti vettori.
“Sono vaccinati e non sono malati – spiega Cabras – ho proposto di accompagnare il Santo per un breve tragitto, ma niente si è mosso.
Il giogo è sano, sono vicini alla cittadella e possono essere visionati dalle istituzioni di competenza. Se escono per la festa di Sant’Efisio nessuno si ammalerebbe, perché non hanno niente e non capisco perché non vogliano uscire dalla piazza con i buoi. Questa situazione mi lascia sbalordito, posso essere d’accordo per non mettere i buoi alle traccas perché provengono da tanti paesi ma qui non c’è pericolo”.
Gli esemplari sono della famiglia di Monserrato, a due passi dal confine con Cagliari, ma per questione di burocrazia non rientrerebbero nel perimetro circoscritto per evitare i possibili contagi.
Sulla vicenda interviene anche il sindaco Tomaso Locci, che difende la posizione di Cabras: “Hanno sempre portato il nostro amato Santo, sono i buoi di Monserrato, questa è una restrizione assurda perché le stalle sono attaccate al confine di Cagliari e trovo giusta questa lamentela dei fratelli Cabras.
Penso si possano coinvolgere, i nostri buoi prima facevano sempre quasi tutta la manifestazione, spero che la decisione presa possa essere rivista perché si trovano praticamente a Cagliari. I terreni sono confinanti, non si riesce quindi a capire che patologia possano portare.
Io mi metto affianco alla famiglia Cabras e chiediamo se si possano adottare delle deroghe per questi buoi che sono monserratini ma si trovano praticamente a Cagliari”.
Il sindaco Locci è stato contattato dalla famiglia Cabras perché non possono sfilare con Sant’Efisio, “sembra quasi di ritornare indietro, ai tempi del covid”.












