Anima sarda: Maria Lai, l’ arte come ponte tra epoche diverse

Grande successo per la prima serata della rassegna “Anima sarda”, dedicata alla produzione artistica di Maria Lai


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Grande successo per la prima serata della rassegna “Anima sarda”, dedicata alla produzione artistica di Maria Lai. Dopo la presentazione del volume di Clarita di Giovanni, “Ansia d’infinito”, la proiezione del film “Postscriptum”. Il prossimo appuntamento mercoledì 23 aprile, alle 18.30, sempre a Palazzo di Città, con Massimo Dadea e Guido Melis che parleranno di passione politica e presenteranno l’ultimo libro di Dadea: “La maledizione libertaria”, edito dalla Cuec.

“Minuta quanto straordinaria, capace di ridare senso compiuto a parole comuni come arte, inizialmente discreta e schiva, aperta e disponibile agli incontri nell’ultimo periodo della sua prolifica carriera artistica”. Così, ieri sera, di fronte al folto pubblico del teatro Civico (Palazzo di Città – Rete museale Thamus), la critica d’arte Giuliana Altea ha tracciato un breve, ma intenso profilo di Maria Lai, l’artista di Ulassai, scomparsa l’anno scorso, a cui era dedicato il primo appuntamento della rassegna “Anima sarda”, ideata dall’Aes e realizzata in collaborazione con la libreria Odradek, il Comune di Sassari, la Fondazione Sardegna Film Commission e la Thorn & Sun communication. Una serata scivolata piacevolmente durante la quale i relatori sul palco: la regista Clarita Di Giovanni; il fotografo Stefano Gramitto Ricci (che ha curato la parte iconografica del volume edito da Condaghes), Giovanni Manca (Edizioni Condahes) e Giuliana Altea, coordinati da Rita Marras (libreria Odradek), hanno rievocato i tratti più significativi della intensa e significativa produzione artistica di Maria Lai.