A Portoscuso, dopo la paura per l’avanzare delle fiamme, resta anche la rabbia di chi si è trovato a fare i conti con danni concreti lasciati dall’incendio. Tra questi c’è una famiglia che ha visto andare distrutta la propria macchina, un mezzo che apparteneva ai genitori e che in pochi istanti è stato avvolto e divorato dal fuoco.
Un danno materiale, certo, ma che porta con sé anche un valore affettivo. Perché dietro un’auto spesso ci sono anni di vita quotidiana, spostamenti, sacrifici e ricordi.
“Non era semplicemente una macchina – racconta chi ha subito il danno – era dei miei genitori. Vederla ridotta così fa male, soprattutto pensando a tutto quello che c’è dietro ogni cosa che una famiglia riesce a costruire con fatica”.
Lo sfogo racconta la parte più silenziosa dell’emergenza incendi: quella di chi, dopo il passaggio delle fiamme, deve fermarsi a guardare ciò che è stato perso e cercare il modo di ripartire.
A Portoscuso resta forte la preoccupazione per un fenomeno che continua a mettere sotto pressione cittadini e territori. Ma insieme alla paura rimane anche la richiesta di attenzione per chi, senza colpe, si ritrova a pagare il prezzo più alto.
Per quella famiglia il ricordo di quelle ore resterà legato anche a quell’immagine: una macchina di casa, quella dei genitori, ormai impossibile da recuperare.











