A Cagliari sciopero totale e guerra al Brotzu: “Esausti e sottopagati, la nostra salute è a rischio”

Armati di bandiere e fischietti, decine di Oss e infermieri urlano tutta la loro rabbia mentre i reparti affondano tra cure negate e letti col contagocce: “Vogliamo assunzioni certe per garantire ai pazienti un’assistenza dignitosa, i nostri sacrifici non vengono ripagati. Nieddu non si è mai fatto vivo, la settimana prossima manifesteremo davanti alla Regione”. GUARDATE il VIDEO

A Cagliari è il giorno dello sciopero generale dei lavoratori del Brotzu. Decine, tra infermieri e Oss, hanno abbandonato i reparti e sono scesi nel piazzale esterno a manifestare e urlare tutta la loro rabbia contro una gestione della sanità che sta mettendo in ginocchio, addirittura, il più grosso ospedale della Sardegna. Letti col contagocce, interventi e visite rimandati o saltati, ma non soffrono solo i pazienti. Anche i lavoratori si trovano in una condizione “di esaurimento e stress” da codice rosso. Ventiquattr’ore con le braccia incrociate per far valere i propri diritti, tra pesanti accuse lanciate alla direzione generale dell’Arnas e, anche, all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. Armati di fischietti e striscioni, i sanitari rimarranno lontano da letti e corsie per tutta la giornata. “Ormai è diventato impossibile lavorare, protestiamo per le condizioni di lavoro che ci vengono riservate da troppo tempo dall’azienda, è impossibile che il più grande ospedale sardo che si occupa di emergenze e urgenze, insieme al Businco sia in queste condizioni”, denuncia Diego Murracino del Nursing Up. “Non possiamo più affrontare doppi turni ed un’eccedenza di ore di lavoro che non ci vengono pagate, Dopo le numerose condanne ricevute dall’Arnas gli infermieri lavorino ancora dequalificati. Chiediamo la presenza di Oss in tutti i turni, i pazienti hanno diritto ad avere un’assistenza dignitosa. Siamo stanchi, nell’ultimo anno numerosi infermieri si sono licenziati dal Brotzu, l’alternativa era o cambiare vita o ricorrere a cure di professionisti per curare la salute. Siamo arrivati allo sciopero dopo mesi e mesi di vertenza, dal prefetto. Il direttore generale e l’assessore regionale della Sanità non si sono mai presentati”, ricorda, “le risorse economiche e umane del Brotzu siano considerate uguali a un ospedale che non deve gestire emergenze ed urgenze. Diciamo basta, dopo questo sciopero manifesteremo davanti alla Regione e siamo pronti a proclamare uno sciopero di due giorni”.

 

 

Molto agguerrito anche Gianfranco Angioni dell’Usb: “Noi non siamo compiacenti con l’amministrazione, non facciamo bancarelle per essere trasferiti negli uffici”, urla Angioni, che attacca la direttrice generale del Brotzu. “La Foddis esca fuori e senta il grido di rabbia degli infermieri, degli Oss, degli operatori tecnici e degli ammalati, ma come si possono fare contratti di un mese. Portate rispetto, in questi due anni ci avete sfruttati e demansionati”. E loro, i lavoratori del Brotzu in sciopero, urlano tutta la loro rabbia: “Vogliamo le stabilizzazioni e le assunzioni”.