Cagliari, Truzzu: «Sulle ciclabili di via Vesalio e via Pergolesi si racconta una verità parziale»
“Pedalare prego, ma verso la verità”. Con queste parole Paolo Truzzu interviene nel dibattito sulle piste ciclabili di via Vesalio e via Pergolesi, respingendo le accuse secondo cui i progetti contestati dai residenti sarebbero frutto delle scelte della sua amministrazione.
L’ex sindaco di Cagliari spiega di aver scelto, a partire dalla fine del suo mandato, di mantenere il silenzio sulle questioni cittadine. «Credo che chi ha avuto l’onore di governarla abbia anche l’onere di evitare ogni polemica spicciola», afferma. Tuttavia, aggiunge, «per alcuni il mantra “è colpa di Truzzu” sembra essere il coperchio buono per tutte le pentole», motivo per cui ha deciso di rompere il silenzio e intervenire pubblicamente.
Truzzu conferma che la sua giunta approvò il Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), definendolo però «un atto di pianificazione obbligatorio, come in tutte le città italiane», precisando che non si trattava «né di una scelta ideologica né di una cambiale in bianco verso qualsiasi intervento futuro».
L’ex primo cittadino ricorda inoltre il progetto dei “corridoi verdi” promosso insieme alla Città Metropolitana, finalizzato a collegare il centro cittadino con l’asse Monserrato-Selargius. Sul fronte dei finanziamenti, sottolinea che il Comune ricevette dal Ministero fondi destinati alla realizzazione di piste ciclabili «senza averli mai richiesti». Nel settembre del 2023, prosegue, l’amministrazione comunicò allo stesso Ministero che, a causa dei numerosi cantieri già aperti in città, non sarebbe stata in grado di rispettare i tempi previsti per la progettazione e la spesa delle risorse assegnate.
Il passaggio più netto riguarda però i progetti di via Vesalio e via Pergolesi. «La mia giunta non solo non ha approvato alcun progetto definitivo di piste ciclabili e restringimento della carreggiata in quelle strade, ma non lo avrebbe nemmeno mai approvato», sostiene Truzzu, spiegando che tali interventi non erano considerati una priorità «dei cittadini e della città». Una posizione che, precisa, non equivale a una contrarietà pregiudiziale alle piste ciclabili. «Non significa essere contro le ciclabili. Significa avere la capacità di comprendere dove e come vadano fatte», conclude l’ex sindaco.











