La sagoma in acciaio di un cervo, alta oltre 2 metri è stata studiata appositamente perché i suoi spazi interni fossero riempiti con i lacci d’acciaio sequestrati ai bracconieri. Questa era l’idea dell’artista Patrick Alò, collocata in piazza S’Olivariu.
L’opera voleva rappresentare l’impegno di enti, associazioni e singoli volontari nella lotta contro il bracconaggio che ogni anno fa strage di centinaia di animali selvatici, di cui il cervo sardo è solo la specie più rappresentativa, soprattutto nelle montagne del Sulcis Iglesiente.
La scultura di Patrick Alò era dedicata a Tore Ena, l’assistente Forestale scomparso nel 2003 a seguito di uno tragico incidente stradale mentre smontava da un servizio di prevenzione anti bracconaggio. Ma voleva essere anche un riconoscimento verso tante persone che si sono distinte, anche a costo della propria vita, in battaglie per la difesa del pianeta e delle sue risorse.
Il sindaco Paolo Angioni:
“Non è mia abitudine dare spiegazioni su facebook sulle scelte dell’amministrazione, ma in questo caso lo trovo non solo opportuno ma anche doveroso per il rispetto che ho nei confronti di tutti i cittadini ma in questo caso specifico nei confronti dei familiari di Tore Ena a cui l’opera d’arte di Patrich Alò era dedicata. Dalle foto che allego, si evidenzia lo stato in cui l’opera d’arte era finita, in otto anni purtroppo ha perso molto del suo splendore e del suo significato, ma soprattutto è diventato pericoloso perchè essendo di ferro si è arrugginito e molti bambini si avvicinavano creando un potenziale pericolo per la loro incolumità fisica. Ecco la decisione di toglierlo dal parco e portarlo in un posto sicuro e successivamente sarà consegnato al WWF per un restauro”.












