Terapia intensiva Covid al Brotzu, l’alt degli infermieri: “Prima assumete anche nuovi Oss e medici”

Dieci stanze già pronte, dopo l’anticipazione di Casteddu Online scoppia la polemica. Il sindacato degli infermieri: “Non si può creare e ‘spremere’ sino all’ultimo il personale già impegnato in Anestesia e Rianimazione. Dov’è la delibera della Regione?”

I dieci posti letto sono pronti e, se necessario, ospiteranno pazienti gravi Covid del Brotzu. La notizia anticipata qualche ora fa da Casteddu Online, legata alla realizzazione di un’area dedicata alla terapia intensiva al terzo piano del più grande ospedale della Sardegna scatena polemiche. Sugli scudi il sindacato degli infermieri Nursing Up, che ha inviato una diffida, tra gli altri, anche al direttore sanitario del Brotzu e all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu: “Non troviamo riscontro in alcuna delibera della Regione Sardegna dell’indicazione all’apertura al San Michele di una terapia intensiva Covid. Questa nuova terapia intensiva esattamente quanti posti letto avrà ? Questa nuova terapia intensiva sarà esclusivamente dedicata alla gestione post operatoria dei pazienti chirurgici covid positivi operati al San Michele ? Questa terapia intensiva accoglierà i pazienti covid con sintomatologie respiratorie (non chirurgiche) provenienti dal Pronto soccorso del San Michele? Questa terapia intensiva riceverà pazienti covid provenienti da altre strutture sanitarie del territorio? La gestione di una nuova terapia intensiva Covid (previsti pare oltre 10 posti), della quale peraltro non vi è alcun riferimento in merito su chi sarà a dirigerla, necessita una considerevole integrazione e assunzione di nuovo personale infermieristico, medico e di supporto di cui l’azienda non ha disponibilità; parliamo complessivamente di circa 50 infermieri, 20 medici, 30 Oss”.
I rappresentanti sindacali Diego Murracino e Marino Vargiu sostengono, tra l’altro, che “una nuova terapia intensiva senza personale assegnato, partendo con l’idea di spremere sino all’ultimo il personale già impegnato oltremodo nell’Unità di Anestesia e Rianimazione mette a rischio la sicurezza dei pazienti e di tutti gli operatori coinvolti”.


In questo articolo: