Tanti fiori, la lettera della nipotina letta dal parroco e le lacrime: Samassi dice addio a Emanuela Ibba

La 45enne stroncata da un tumore in poco più di un anno, strapiena la chiesa di via Parrocchia, tanti hanno piazzato sedie nel piazzale pur di salutare per l’ultima volta la loro concittadina “guerriera”. Padre Franco Murgia, al termine dell’omelia, legge il pensiero scritto da una delle nipotine di Emanuela: “Sei libera dal tuo corpo sofferente ma non te ne sei andata, hai lasciato in ognuno di noi parte della tua energia”. Lacrime all’uscita del feretro, il dolore di mamma Paola e della sorella Stefania

Ci sono i fiori, bianchi e colorati, posati sopra l’auto che porta, in un pomeriggio col cielo invaso dalle nuvole, la bara di Emanuela Ibba, la 45enne morta due giorni fa, stroncata da un tumore che se l’è portata via in poco più di un anno. La chiesa della Beata Vergine di Monserrato, in piazza Parrocchia, non è abbastanza grande per accogliere le centinaia di persone che hanno voluto salutare, per l’ultima volta, una ragazza conosciuta da tutti per la sua caparbietà, il suo sorriso e la sua voglia di mettersi sempre in gioco. Al primo banco c’è mamma Paola, la sorella Stefania e le due nipotine di Emanuela. Padre Franco Murgia, nell’omelia, prende spunto dalla parabola di Gesù e Lazzaro: “Ho fatto capire che il dolore della morte c’è, ma al contempo bisogna ricordarsi della potenza della resurrezione di Gesù. Avevo pregato con Emanuela”, confida il prete, “una persona straordinariamente buona che ha sofferto tanto”. E le lacrime sono scese copiose dai volti di tutti i presenti quando padre Franco ha letto la lettera scritta da una delle nipotine della 45enne: “Cara Manu, sei libera dal tuo corpo sofferente ma non te ne sei andata. Non te ne andrai mai perchè hai lasciato in ognuno di noi e delle nostre anime una parte della tua energia che ci accompagnerà per sempre”. Un pensiero profondo, commovente, che scuote tutti i presenti, dentro e fuori la chiesa.
Poi, lacrime e preghiere all’uscita del feretro, per l’ultimo viaggio di una ragazza piena di sogni e di progetti, purtroppo stroncati da quella “bestia” chiamata cancro che, purtroppo, continua a mietere ancora tante vittime anche nella nostra Isola.


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