Villasimius, esplode la polemica a Cala Giunco, valutazione in corso per la realizzazione di una maxi villa a pochi metri dallo stagno Notteri: a presentare il progetto è Carlo Fantola e, come riportato dal Fatto Quotidiano, la società fa capo a Sergio Zuncheddu, editore del gruppo Unione Sarda, che già in passato aveva provato, senza successo, a costruire un resort in quell’angolo di natura e archeologia. Si, perché sotto i ruderi della struttura in cemento già esistente e usata come pretesto per costruire la residenza privata con piscina, sono presenti i resti di un centro fenicio-punico e di una necropoli.
Il procedimento è ancora in corso ma è già giunta la richiesta, entro breve termine, di ampie documentazioni integrative inerenti le opere in progetto, le infrastrutture connesse, le misure di mitigazioni previste, così da poter comprendere appieno l’effettivo impatto sugli habitat naturalistici protetti.
Contro la villa da oltre 500 metri cubi si è mobilitata anche il gruppo di Villasimius Bene Comune, che ha avviato una raccolta firme, già sottoscritta da quasi 1500 persone, per proteggere il territorio “dall’inesorabile avanzata della cementificazione.
Il nuovo progetto denominato “Villa Giunco” prevede la demolizione di due vecchi fabbricati e la costruzione di un nuovo edificio in un’altra parte dell’area, a ridosso dello stagno di Notteri e della zona di Porto Giunco. Questa è una “Zona Speciale di Conservazione”, una classificazione che serve a proteggere le specie endemiche, sia floreali sia faunistiche. La realizzazione di un nuovo edificio in questa area minaccia non solo la sua naturale bellezza ma anche la sopravvivenza di queste specie rare uniche” si legge nel documento.
“I dati di molti studi ambientali mostrano che la crescita incontrollata e la sovrappopolazione edilizia nelle aree naturali protette porta a danni irreversibili all’ecosistema. Porto Giunco è una delle perle della costa sarda, una riserva di biodiversità che deve essere custodita per le future generazioni. Distruggerla con nuova costruzione non è un’opzione sostenibile.
Chiediamo alle autorità competenti di bloccare questo progetto, e di considerare approcci alternativi che includano la protezione del territorio e il turismo sostenibile. Implementiamo politiche dove la coesistenza della natura e del progresso civile sia possibile, rispettando l’ambiente e proteggendo le nostre risorse naturali più preziose”.
Sul piede di guerra anche l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che è già intervenuta più volte nel corso degli anni per sventare i tentativi edificatori. Ha infatti inoltrato (10 luglio 2026) in proposito una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali, osservazioni e adozione degli opportuni provvedimenti.
Coinvolti i Ministeri della Cultura e dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, la Regione autonoma della Sardegna, il Servizio regionale Valutazione Impatti e Incidenze Ambientali, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, il Comune di Villasimius.
E le prime, importanti, risposte sono pervenute: “Il Servizio Valutazioni e Incidenze Ambientali della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato (nota prot. n. 24691 del 6 agosto 2026) di aver richiesto (nota prot. n. 24494 del 5 agosto 2026) incisive integrazioni al progetto nell’ambito della procedura di V.Inc.A., in particolare
“l’intervento in esame prevede la realizzazione di un nuovo fabbricato ai sensi dell’art. 39 della L.R. n. 8/2015, da attuarsi previa demolizione di n.2 strutture esistenti ubicate in prossimità dello Stagno di Notteri e del retro-spiaggia (a una distanza dalla linea della battigia marina compresa nell’intervallo 320÷360 m, e a una distanza dalla sponda dello Stagno di Notteri compresa nell’intervallo 40÷65 m), e il trasferimento della relativa volumetria in arretramento su un’area posta oltre la fascia di tutela dei 300 metri dal medesimo specchio d’acqua”.
Non solo: ” Il progetto in esame interessa un’area di elevato pregio naturalistico e, parzialmente, lambisce aree caratterizzate dalla presenza di habitat di interesse comunitario e presenta idoneità faunistica per diverse specie di importanza comunitaria di Rettili (Euleptes europaea e Testudo hermanni) e di Uccelli (Euleptes europaea, Testudo hermanni, Alectoris barbara, Anthus campestris, Asio flammeus, Calandrella brachydactyla, Calonectris diomedea, Caprimulgus europaeus, Egretta garzetta, Falco peregrinus, Larus audouinii, Lullula arborea, Milvus migrans, Puffinus yelkouan, Pernis apivorus, Phalacrocorax aristotelis desmarestii, Sylvia sarda, Sylvia undata).
Tale contesto ambientale richiede una puntuale definizione delle opere previste, della loro localizzazione e delle modalità esecutive, al fine di consentire un’adeguata valutazione delle possibili interferenze dirette e indirette con le componenti naturalistiche presenti, sia in fase di cantiere che in fase di esercizio”.
“Per tali motivi – prosegue il GrIg – sono state richieste entro breve termine ampie documentazioni integrative inerenti le opere in progetto”.
Giù le mani, insomma, da Cala Giunco e dallo stagno Notteri, un patrimonio naturalistico incontaminato e bene di tutti, difeso dai suoi cittadini e da chi ha a cuore l’ambiente e non vuole altro cemento per scalfire ciò che tutto che tutto il mondo invidia alla Sardegna.












