Stadio, tutti i capigruppo chiedono un dibattito urgente: “Chiarezza su Pef, costi e tempi”.
CAGLIARI – Un fronte compatto in Consiglio comunale sul futuro del nuovo stadio. Tutti i capigruppo hanno sottoscritto una richiesta di dibattito urgente per fare piena luce sullo stato dell’iter relativo al nuovo impianto del Cagliari Calcio e, in particolare, sul Piano economico-finanziario (Pef) presentato dalla società.
La richiesta, formalizzata oggi e indirizzata al presidente del Consiglio comunale Marco Benucci, punta a portare in aula una discussione pubblica su un progetto definito “strategico” per la città, anche in vista della candidatura a eventi internazionali come gli Europei 2032.
Il nodo centrale riguarda proprio il Pef depositato lo scorso 18 dicembre 2025, relativo al progetto aggiornato del nuovo stadio: un’opera dal valore stimato di circa 187 milioni di euro, finanziata in parte con fondi pubblici (circa 60 milioni) e in parte con capitali privati.
I punti critici
Nel documento si evidenzia come siano ancora aperte diverse questioni rilevanti. Tra queste:
il diritto di superficie richiesto dal club
il canone concessorio, ritenuto da alcuni non adeguato rispetto all’investimento pubblico
la sostenibilità economica di alcune voci del piano, come parcheggi e servizi accessori
A ciò si aggiunge una fase di tensione tra amministrazione comunale e società, legata proprio alla definizione degli aspetti economici e concessori.
“Serve trasparenza totale”
I consiglieri firmatari sottolineano la necessità che il Consiglio comunale sia pienamente informato su tutti gli aspetti dell’operazione, sia dal punto di vista urbanistico che finanziario. L’obiettivo è garantire trasparenza sugli impegni pubblici e sui possibili rischi.
Nel mirino anche il lavoro degli uffici comunali, attualmente impegnati nell’istruttoria tecnica del Pef, da cui dovranno emergere eventuali criticità prima di un’eventuale approvazione.
Le domande alla Giunta
La richiesta di dibattito è strutturata attorno a quattro macro-temi:
Stato dell’istruttoria: a che punto è la valutazione del Pef e se il piano sia sostenibile
Posizione politica: quali siano gli indirizzi della Giunta e se ci sia margine per rivedere le condizioni
Rapporti con il club: stato del dialogo e modifiche richieste al piano
Tempistiche e rischi: possibilità di rispettare la scadenza della gara pubblica entro giugno 2026
La corsa contro il tempo
Proprio il fattore tempo rappresenta uno degli elementi più delicati. Il rispetto delle scadenze è considerato fondamentale per non compromettere l’intero iter e, soprattutto, la candidatura internazionale della città.
In caso di ritardi o mancata approvazione del Pef, i rischi potrebbero essere significativi, sia sul piano sportivo che su quello economico.












