Stadio, mercato, via Roma, via Vesalio, la città sporca: la Cagliari di Zedda è un treno che viaggia in ritardo.Progetti fermi, altri che vanno al rallenty. Strade trasformate, automobilisti senza parcheggi intrappolati nei cantieri. Lo stadio ancora clamorosamente al palo. Le scuole chiuse per topi, le strade sporche, gli abitanti del centro storico disperati. La sicurezza a rischio, tra incidenti e episodi di violenza. Viaggio nella Cagliari del 2026, a cominciare dallo stadio. L’assessore Macciotta continua a rassicurare, ma il bando di gara decisivo da tre mesi non arriva. Resta in freezer, così come le sempre più flebili speranze di partecipare agli Europei del 2032. Napoli appare in netto vantaggio come ultimo fra i cinque stadi disponibili. Sarebbe una grande sconfitta perché gli Europei porterebbero quel fenomeno che alla giunta Zedda non sembra interessare: il turismo. Oltre alla mancanza di un solo spazio in città per ospitare un gran concerto o un grande evento, riecco la formula del Capodanno diffuso che ai cagliaritani non piace, ma al sindaco dannatamente si. Risultato: i turisti se ne vanno a Olbia e Sassari.
Poi c’è la questione del mercato: doveva essere pronto nel 2027, invece il consigliere Farris ha scoperto prima dell’assessore che ci vorrà un anno in più e altri 4 milioni di soldi spesi ai cittadini. Nel frattempo il mercato è stato demolito e raso al suolo perché i ricordi degli abitanti contano poco, tanta la delusione. Il sindaco continua a dare colpe a Truzzu anche su via Roma, che però non è stata migliorata e i lavori sembrano eterni, con viale Diaz quasi cancellata dalle inferriate. Pensate che a Pirri, in via Giovane Italia, c’è una transenna in mezzo alla strada da due mesi: il rischio incidenti è perenne, nessuno rimedia. Poco più avanti c’è via Vesalio, una strada che è stata sventrata per realizzare una en orme pista ciclabile con cordoli da brivido. La rotatoria per non lasciare isolata mezza Pirri doveva essere completata l’8 agosto: siamo quasi a novembre, il cantiere non è neppure illuminato ed è lontano dalla conclusione. A Stampace i residenti sono disperati: non è più la guerra del rumore, ma passeggiare tra rifiuti e malavita. Ricordiamo che Francesca Ghirra perse le elezioni contro Truzzu perché ai cagliaritani non era piaciuto l’appalto dei mastelli disegnato proprio da Zedda. Ben poco è stato fatto per rimediare, i pochi turisti fotografano la sporcizia.
Qualcuno ha provato persino a negare che in piazza del Carmine esiste un problema di ordine pubblico. La Marina sembra dimenticata, abitata soprattutto da stranieri, i locali sono in crisi. Quelle che un. tempo erano le vie dorate dello shopping, via Manno e via Garibaldi, sono risucchiate dalla moda degli spritz, dei taglieri e dell’ondata travolgente del food, la città del mangiare. Si naviga a vista, non c’è una idea, il consiglio comunale discute per fare costruire nuovi palazzi e il multipiano previsto in viale Trieste potrebbe sacrificare altri alberi, quelli della storica piazza Sorcinelli. Questa è Cagliari, tutto va piano, i parcheggi però sono un optional. Non c’è un vero stadio, non c’è un bel mercato, strade colabrodo e un treno, quello di Zedda, che viaggia soltanto in ritardo.













