“Sono positivi i primi segnali arrivati sul fronte sanità dopo le mobilitazioni e il riavvio del confronto con le organizzazioni sindacali sul protocollo firmato il 4 agosto 2025”: così la Cgil Sardegna insieme alla Fp Cgil regionale commentano le ultime delibere approvate dalla Giunta. “Si iniziano a intercettare alcune delle emergenze più critiche che abbiamo denunciato – hanno detto i segretari regionali Nicola Cabras (Cgil) e Paolo Dettori (Fp) – si tratta di misure importanti ma parziali che, tra l’altro, in alcuni passaggi, presentano delle criticità”.
Per il sindacato è positiva la possibilità data alle singole aziende sanitarie di avviare direttamente le procedure concorsuali ma non dovrebbe essere limitata ai soli casi eccezionali: “Sarebbe un segnale importante nella direzione auspicata, ovvero ripensare il ruolo di Ares, restituendo alle altre aziende l’autonomia necessaria al corretto funzionamento”.
Poi c’è l’introduzione di incentivi economici e di mobilità per valorizzare chi sceglie le sedi più disagiate e carenti, una misura molto apprezzabile il cui giudizio però rischia di essere inficiato per la rigidità con cui si vorrebbe normare l’eventuale interruzione del servizio. Il sindacato esprime più di una perplessità sulla restituzione degli incentivi e segnala che i casi elencati, malattia, maternità e altri, sono tutelati dalle leggi.
Questo punto per i sindacati va senz’altro chiarito. “Considerato il rinnovato impegno al confronto da parte della presidente e assessora – affermano – l’auspicio è che convochi una riunione per provare a migliorare le misure, chiarirle e contribuire alle prossime necessarie”. Il riferimento va in particolare allo sblocco della mobilità tra le aziende sanitarie sarde, alla misurazione dell’efficienza e sufficienza della rete ospedaliera per acuti e alla sua corretta integrazione con il territorio.
Il sindacato chiede inoltre una delibera specifica sulla mobilità interna, prevedendo anche eventuali misure premiali di precedenza per chi si sposta da un’azienda sanitaria a un’altra nelle aree disagiate. Oltre a questo, Cgil e Fp ricordano la necessità di stabilizzare tutto il personale precario: questo consentirebbe di dare continuità e certezza a un numero maggiore di figure professionali sanitarie, oggi così carenti e necessarie al sistema sanitario regionale.
Insomma, “le delibere – affermano Cabras e Dettori – pur con i limiti evidenziati, rappresentano un primo passo ma occorre strutturare un piano complessivo che produca risultati a breve e medio termine”. I nodi da affrontare sono: lo sblocco definitivo dei tetti di spesa, il rafforzamento della medicina di prossimità attraverso la concreta attuazione della rete territoriale di case e ospedali di comunità senza depotenziare posti letto e reparti delle strutture ospedaliere, il pieno rispetto degli impegni e del coinvolgimento dei sindacati.
Per Cgil e Fp il confronto deve proseguire su tutte le questioni aperte: il servizio sanitario attraversa una fase di profonda e strutturale criticità confermata dal drammatico primato della rinuncia alle cure (cresciuta ulteriormente nell’ultimo anno) e dal persistere di liste d’attesa insostenibili che colpiscono soprattutto le fasce più deboli e la popolazione anziana.










