La Sardegna sprofonda, agonizza e indietreggia. Già sommersa dai milioni di problemi e disservizi causati da gestioni inadeguate di sanità, trasporti, ambiente solo per citare alcuni esempi, si prepara ora a ricevere il colpo di grazia, evitabile probabilmente con azioni politiche adeguate invece che continue lamentele: le carceri di Uta, Bancali e Bad’e Carros saranno destinate a ospitare esclusivamente detenuti del 41 bis, ovvero mafiosi e stragisti, gente pericolosa insomma, che si porterà inevitabilmente al seguito parenti e amici che gireranno sul territorio, con il rischio altissimo di infiltrazioni criminali.
“E’ stato reso oggi noto il verbale della seduta del 18 dicembre della conferenza Stato-Regioni che ricorda l’unico contesto istituzionale in cui io mi posso confrontare con il governo e che conferma quanto è stato detto: tre carceri, Uta, Bancali e Badu ‘e Carros, completamente dedicati al 41 bis, con numeri e prospettive che sono terrificanti per la Sardegna. Quindi quello che bisogna fare adesso è una presa di responsabilità di tutte le parti politiche, abbandonare i colori e cominciare a difendere la propria terra”. Lo ha detto la governatrice sarda Alessandra Todde a margine della presentazione delle regate preliminari dell’America’s cup a Cagliari. “Io credo che quello che debba passare sia un messaggio di unità dei sardi, un messaggio chiaro che dice che la Sardegna è terra di sviluppo – ha aggiunto – lo stiamo vedendo oggi con questo evento e con quello che stiamo riuscendo a fare anche a livello di investimenti economici e di prospettive e non ci meritiamo di essere considerati come la cayenna d’Italia”.
Todde ha annunciato di avere chiesto al presidente del consiglio regionale, Piero Comandini di poter fare una comunicazione in aula. “E’ ora di chiedere conto di quello che dice a chi, invece, aveva parlato di allarmismi e che aveva parlato di posizioni diverse da parte del governo centrale”.












