Una notizia che ha destato profondo dolore, era molto conosciuto in paese e ben voluto dai suoi colleghi che oggi lo piangono increduli per la sua prematura scomparsa.
Il ricordo del sindaco Giorgio Zucca, che affida ai social un commovente post dedicato a Marco: “Ci sono momenti in cui anche le parole di un Sindaco, abituato a parlare a nome di una comunità, non bastano a esprimere il dolore che si prova di fronte a una tragedia come questa.
Oggi non voglio parlare soltanto di Marco come di una persona che ha lavorato nel Comune di Sardara. Voglio ricordare Marco come uomo, con la sua storia, la sua sensibilità, le sue fragilità e quelle sofferenze che, a volte, si portano dentro senza riuscire a raccontarle fino in fondo.
Caro Marco, forse non sempre siamo riusciti a comprendere tutto quello che stavi attraversando. Forse ci sono dolori che rimangono nascosti, silenzi dietro i quali si cela un mondo che gli altri non riescono a vedere. E questo ci fa riflettere, ci interroga e ci lascia dentro tanta amarezza.
La tua scomparsa ci ricorda quanto sia importante saper guardare oltre le apparenze, fermarsi ad ascoltare, tendere una mano, trovare il tempo per una parola sincera. Perché nessuno dovrebbe sentirsi solo nel momento in cui la vita diventa più difficile.
Oggi il pensiero va a te, Marco, ma soprattutto alla tua famiglia e a tutte le persone che ti hanno voluto bene, che custodiscono ricordi, momenti condivisi e parole che oggi assumono un significato ancora più profondo. A loro rivolgo il mio abbraccio più sincero e la vicinanza dell’intera comunità di Sardara.
Da Sindaco, ma prima ancora da persona, sento il bisogno di salutarti con semplicità, senza retorica, con il rispetto che si deve a una vita e a una storia che meritano di essere ricordate.
Ciao Marco. Mi dispiace per il dolore che hai portato dentro e per tutto ciò che forse non siamo riusciti a comprendere.
Che il tuo ricordo ci aiuti a essere più attenti gli uni agli altri, più capaci di ascoltare, più pronti ad accorgerci di chi ci sta accanto, anche quando non trova le parole per chiedere aiuto.
Riposa in pace, Marco”.












