Sant’Elia si ribella all’ecocentro: “Il Comune viola norme e ambiente”

Clamorosa protesta degli abitanti di Sant’Elia contro il Comune: ecco 1400 firme, rivolta del quartiere contro il nuovo ecocentro voluto dal sindaco Zedda. “Salute degli abitanti a rischio, morirà anche il mercatino domenicale di Sant’Elia. Grazie sindaco, per questi 6000 mq di inquinamento”

Sant’Elia si ribella all’ecocentro voluto dal Comune. Una contestazione pesante, che arriva a pochi giorni dal voto. Con una maxi petizione: “Con la presente, il “Comitato NO EcoCentro Sant’Elia – San Bartolomeo”, La informa che è in corso la campagna di raccolta firme contro la realizzazione dell’Ecocentro comunale di tipologia B a ridosso dei due quartieri.

L’amministrazione comunale di Cagliari, violando la normativa vigente in materia ambientale e ogni logica di comune buon senso, come Lei ben sa, intende installare a Sant’Elia un enorme ecocentro al servizio di tutta la città. L’area di verde pubblico prescelta, vero polmone verde per il quartiere, confina con l’istituto delle Mercedarie e con il quartiere di San Bartolomeo; da qui si snodano inoltre i percorsi turistico-naturalistici di maggior pregio della città.

Il Comitato, ritiene grave che la Sua amministrazione abbia fatto sì che il progetto dell’ecocentro, a forte impatto ambientale, abbia volutamente evitato che venisse sottoposto alla verifica di VAS, la Valutazione Ambientale Strategica prevista dalla legge.    

Con l’imponente impianto di 6000 mq per lo stoccaggio di rifiuti, compresi quelli altamente tossici, la Sua amministrazione viola il diritto alla salute dell’area più popolata della città di Cagliari. Inoltre ignora i rischi per l’inidoneità geologica dei quartieri coinvolti, notoriamente di natura paludosa e già con vistosi cedimenti stradali e di palazzi. La stessa carenza della viabilità di Sant’Elia rende ancora meno idoneo il quartiere a sopportare il prevedibile incremento di traffico di auto e di mezzi pesanti diretti all’ecocentro.

Con la campagna di raccolta di firme, i cittadini intendono manifestarLe la propria contrarietà alla realizzazione di questo Ecomostro comunale, che ribadiamo, espone i quartieri interessati a forte rischio di inquinamento del suolo, del sottosuolo, dell’aria, oltre che all’inquinamento acustico. I cittadini intendono portare avanti la battaglia anche per la difesa del mercato domenicale di Sant’Elia, una rara attività produttiva che con l’ecocentro andrà sicuramente a morire. Alla presente si allega la prima tranche, circa 1400 firme e La informiamo che la campagna di raccolta firme proseguirà in difesa dei diritti e contro ogni forma di discriminazione”.


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