Una tradizione secolare che attraversa la Sardegna da Cagliari a Nora e ritorno, ripercorrendo ogni anno il voto fatto al martire guerriero. È il percorso della festa di Sant’Efisio, che si apre da Stampace, sotto la guida dell’Arciconfraternita del Gonfalone, e si conclude nel luogo del martirio, con il rientro in città entro la mezzanotte del 4 maggio per lo scioglimento del voto. Una processione rimasta pressoché immutata nei secoli, scandita da fede, ritualità e un’imponente partecipazione popolare.
Ma quest’anno, qualcosa è cambiato: per necessità visto che la dermatite bovina ha imposto lo stop ai buoi e alle traccas. Sant’Efisio è stato portato a spalla, regalando così ai fedeli e al popolo che lo aspettava una maggiore vicinanza. Aumentano anche le misure di sicurezza, con quattro guardiani al posto dei due previsti dalla tradizione e la presenza della scorta dei miliziani.
Resta invece intatta la cornice della festa: i gruppi folk provenienti da tutta la Sardegna, con circa 160 cavalli al seguito, i costumi tradizionali e il tappeto di petali di fiori di “sa ramadura”, che continua a segnare in modo unico, suggestivo e emozionante il passaggio del corteo lungo le strade della città.










