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Sanità ko a Cagliari, curarsi è un miracolo: “Tac nel 2024, due anni per un’ernia e 3 per un intervento agli occhi”

di Paolo Rapeanu
18 Ottobre 2023
in cagliari, zapertura

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Sanità ko a Cagliari, curarsi è un miracolo: “Tac nel 2024, due anni per un’ernia e 3 per un intervento agli occhi”

 

 

Le liste di attesa continuano a essere infinite anche negli ospedali di Cagliari. Che, per precisarlo sin da subito, non sono una valanga, anzi: Santissima Trinità, Brotzu, ospedale Marino a tratti e poi c’è il Policlinico, ma lì siamo già a Monserrato. Stop. E, nonostante i soldi promessi e stanziati dalla Regione, milioni di euro, per abbattere i tempi di visite e interventi, stupisce che proprio nel più grosso ospedale sardo, dove addirittura un bambino di 12 anni attende da un anno che gli vengano levati tre chiodi dal braccio destro, “negli ultimi mesi non è cambiato nulla”. E non lo dice un consigliere regionale grillino o di centrosinistra. No, lo dicono i lavoratori, con una lettera di fuoco firmata dall’intera segreteria aziendale (formata da Fabio Sanna, Antonina Usala e Stefano Trogu) del sindacato che conta la maggioranza degli iscritti, la Uil Fpl. Che snocciola subito i dati choc e li sbatte davanti agli occhi dell’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria, ai due direttori, generale e amministrativo, dello stesso Brotzu e al direttore delle professioni sanitarie Infermieristiche e Ostetriche: “Per eseguire una Tac si andava al 2024, per una risonanza magnetica i tempi di attesa erano almeno di 10 mesi, per una mammografia si attendevano almeno 60 giorni, pure col codice di urgenza, tutte le altre non venivano nemmeno prese in considerazione, per un aneurisma dell’aorta addominale 4 mesi di attesa, per un intervento all’ernia del disco o interventi della colonna vertebrale anche quasi 2 anni” e “per un intervento al corpo vitreo in oculistica anche 3 anni, quando invece all’ospedale Binaghi qualche anno fa non esisteva lista di attesa”. Parlano al passato perchè confermano che, “a parte qualche rara eccezione”, i tempi sono gli stessi, “al Brotzu”.
“Si può continuare ad incrementare esponenzialmente i nefasti viaggi della speranza da parte di una popolazione già, pesantemente, disagiata socio-economicamente nell’affrontare, quotidianamente, anche la stessa normale sussistenza?”, si chiedono i sindacalisti, facendosi sempre di più portavoce di Oss, infermieri e personale medico. “Già da tempo avevamo fatto emergere una palese improvvisazione gestionale e una mancata programmazione delle attività più richieste. Nemmeno l’accordo in materia di risorse aggiuntive regionali per il personale del servizio sanitario regionale per lo smaltimento di liste di attesa, di un paio di mesi fa, se non qualche rara eccezione, ha prodotto i suoi effetti sperati. Si è perso tempo nel parlare del sesso degli angeli, cioè se gli Oss potessero fare prestazioni aggiuntive quando si sa benissimo che la legge non lo consente”. Ecco perchè tantissimi cittadini continuano a lamentarsi, contattando anche la redazione di Casteddu Online e arrivando quasi a pregare in ginocchio di avere la garanzia di uno spazio, non tra anni, per una visita o un intervento. I tre segretari aziendali della Uil si compattano ancora di più nel ricordare un progetto, da loro proposto e affondato subito: “Gli Oss, da soli, avrebbero partecipato allo smaltimento delle liste di attesa. Anche di tutto questo nulla è stato fatto. Non risulta sia stato pianificato alcun piano di abbattimento delle liste d’attesa per ciascuna unità operativa. Naturalmente le motivazioni sono, ancora una volta, circondate ufficialmente da un fitto mistero. Rischiando, con ogni probabilità, che le risorse economiche non spese entro il 31 dicembre debbano essere restituite al mittente con il risultato di un grande flop annunciato. Inoltre, in questo scenario, incombe pesantemente la cronica forte carenza di personale dedicato, per i differenti interventi eseguiti nelle varie sale operatorie. Non si può continuare con l’utilizzo dei classici ‘jolly’, utili per una eventuale improvvisa emergenza-urgenza, ma non per la normale attività chirurgica richiesta 24 ore su 24 al Brotzu. Continuando così non si può certo garantire una buona assistenza degna di questo nome”. Da qui l’ennesimo disperato sos: “Serve un cambio di rotta per garantire la salute quale bene universale anche alla popolazione isolana”.
Tags: Cagliarisanità
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