Riabilitazione post operatoria solo dopo un mese di attesa: sanità in cortocircuito, e chi paga le conseguenze sono i pazienti. Il racconto di Pino Argiolas: “Il problema gentile on.Todde, Assessore alla Sanità, è la medicina del territorio” . Trapiantato e sempre in prima fila per i diritti dei malati, Argiolas lancia un appello: “Chiedo all’Assessore di intervenire urgentemente nella sanità del territorio avendo una visione, come dice il dott.Franco Meloni, del futuro sanitario della Sardegna con un ottica di medio e lungo periodo”.
Con oggi sono “due settimane che sono ricoverato al Brotzu per la frattura del femore della gamba sx.
Due settimane nonostante eccellenti cure mediche e assistenziali, sono lunghe da passare soprattutto quando sei bloccato in un letto” spiega Argiolas.
“Facendo un bilancio posso solo dire che dopo 15 m dall’arrivo al P.S. del “G.Brotzu” avevo già fatto la visita al triage con l’ infermiera, dopo altri 20 m. la visita della dottoressa del P.S., che mi ha fatto fare subito una consulenza neurologica, una Tac alla testa e dopo una RX alla gamba con molto dolore.
Dopo due ore ero già nel reparto di Ortopedia dove mi hanno operato il giorno dopo di sabato.
Un grazie all’anestesista mi pare dottor Orru’ che mi ha spiegato tante cose con pazienza e un grazie ai bravi chirurghi della Ortopedia.
Purtroppo il lunedi dopo la dialisi, ho avuto la febbre alta e come trapiantato mi hanno trasferito dalla ortopedia in chirurgia epatobiliare che normalmente cura i trapiantati.
Febbre per giorni, antibiotici 3 volte al giorno, ho dovuto fare anche due trasfusioni per un calo della emoglobina.
Ma grazie alla dottoressa Laura Mameli , un grande specialista del D.H.Trapianti, e alle incredibilmente brave infermiere e O.S.S.sono quasi guarito.
Intanto è cominciata la fisioterapia dei ragazzi di Pietro Braina, con la fisioterapista Elisa che mi sta facendo alzare dal letto e fare i primi passi.
Fin qua’ la Sanità che funziona e di cui il “G.Brotzu’ e la sanità Regionale, devono andare orgogliosi.
Il problema si pone adesso perché per completare la riabilitazione in una struttura esterna all’ospedale nel cagliaritano, bisogna aspettare almeno 1 mese.
Per cui sono costretto, lunedì dopo la dialisi, a tornare a casa e a farmi assistere da due badanti.
Il mio letto giustamente serve agli acuti, ai trapiantati a persone che sono in pericolo di Vita.
Sono certo che se ci fosse nelle strutture un numero adeguato di posti dopo l’intervento, non ci sarebbe la crisi dei posti letto al per le acuzie al G.Brotzu”.