«Non vuole essere un video polemico, ma un suggerimento». Alessandro Boi, medico dello sport, runner e grande tifoso del Cagliari, accende i riflettori su un percorso che potrebbe diventare uno spazio prezioso per chi ama correre, camminare o andare in bicicletta, ma che da anni resta in parte incompiuto. Dopo aver percorso circa otto chilometri, Boi si ferma davanti al tratto lungo il canale che da Cagliari si sviluppa verso Monserrato. Il percorso, spiega, potrebbe proseguire ancora per diversi chilometri, ma a un certo punto si interrompe: sterpaglie, lavori non completati e nessun collegamento sicuro per continuare la passeggiata.
E proprio durante il video mostra anche un cartello comparso lungo il percorso, appeso alla recinzione. La scritta è una domanda che fotografa tutta la frustrazione di chi attende da anni: «Quanti anni devono passare ancora prima che realizzino la pista ciclabile? La risposta è soffia nel vento».
Per Boi è un vero peccato, perché «questo bordo canale ce l’invidierebbero da ogni parte della Sardegna, d’Italia, d’Europa, del mondo». Un’area che, con interventi di sistemazione, potrebbe diventare un lungo percorso dedicato all’attività fisica, attraversando più comuni dell’hinterland.
Il medico ricorda anche la precedente segnalazione sul degrado nel quartiere di Genneruxi, spiegando di aver ricevuto una risposta positiva dall’assessore all’Urbanistica, che avrebbe preso in carico la situazione. «Sono strafelice che questi video, che non sono assolutamente acchiappalike, ma semplicemente un modo di comunicare con le persone, vengano visti anche da chi può intervenire».
Poi il confronto con i grandi investimenti. Boi cita i 218 milioni di euro previsti per il nuovo stadio di Sant’Elia, ma precisa subito: «Ho l’abbonamento al Cagliari, tifo Cagliari, amo lo sport e da medico dello sport non potrei fare altrimenti». La sua non è dunque una critica allo stadio, ma una domanda sulle priorità e sulla possibilità di destinare risorse anche a percorsi per lo sport quotidiano e la mobilità sostenibile.
Nel mirino finiscono anche le piste ciclabili già realizzate, a cominciare da quella di via Tuveri: «Invito qualsiasi persona, qualsiasi ciclista, qualsiasi corridore a provare ad andarci in bici o a camminare. È veramente uno scempio».
Boi infine annuncia di voler cercare l’appoggio della Fidal, della Wispo e di altri enti per organizzare, previa autorizzazione, una gara nella parte del percorso che può essere utilizzata in sicurezza. «Sono disposto a finanziare l’iscrizione a una gara, in segno di protesta, a tutti gli iscritti», spiega.
Una corsa per trasformare la protesta in un’iniziativa concreta e riportare l’attenzione su quell’area dimenticata. Perché, conclude Boi nel video, «guardate quanto è bello».
In sostanza si tratta di un invito a chi può intervenire: non una polemica fine a se stessa, ma la richiesta di trasformare finalmente un’opera incompiuta in uno spazio vivo e utilizzabile dai cittadini.










