Lobina: “Cagliari, famiglie senz’acqua nel silenzio di Zedda e Piras”

Il consigliere comunale  Enrico Lobina usa parole di fuoco sul Fatto Quotidiano: “La sinistra cagliaritana lascia famiglie sul lastrico senz’acqua, per decisione del sindaco Zedda. Una violazione dei diritti umani. Spariti anche altri politici, a cominciare dal deputato Michele Piras di Sel. Si riempiono di parole esaltanti, poi davanti ai problemi della gente scompaiono”

Cagliari, il consigliere comunale di sinistra Enrico Lobina attacca duramente il sindaco Zedda. E non con un banale post su Fb, ma sulle pagine nazionali del Fatto Quotidiano. Enrico Lobina con un articolo a suo nome attacca: “A Cagliari, alcune famiglie con bambini rimaste improvvisamente senza reddito e poi senza casa, sono andate a vivere in scuole abbandonate da anni.

La crisi le ha portate a scivolare per una china e a non trovare appigli. I servizi sociali solitamente propongono di richiedere un alloggio popolare sorvolando sul fatto che le graduatorie hanno dei tempi di attesa anche di 15-20 anni. Molti di loro dopo essersi trovati a dormire in macchina con i propri bambini hanno deciso di entrare in edifici pubblici inutilizzati: tutto sommato una scelta civile, quella di occupare luoghi abbandonati e a rischio di degrado per dare una sistemazione decorosa a dei cittadini in momentanea difficoltà.

Il sindaco del Comune di Cagliari però decide di togliere loro l’acqua. Sembra un atto medievale, un modo per assediare e togliere di mezzo degli elementi di disturbo; stride il contrasto evidente tra questa scelta ed il gruppo politico a cui appartiene il sindaco, Sel.

Il Sindaco, interpellato diverse volte, ha trovato giustificazioni diverse, tutte poco consone o credibili: “Non sono stato io, è stata l’Abbanoa (ente gestore del servizio idrico); sono stato io ma sono stato costretto dall’art.5 del decreto Lupi (dice tutt’altro); non posso riallacciarla, non troverei nessun dirigente a firmare l’Ordinanza”. Lobina non risparmia neanche altri importanti politici sardi: “Ad oggi però ancora nessuna risposta dal sindaco e dal Presidente Pigliaru. Sono tutti spariti. Anche altri importanti rappresentanti di Sel, Michele Piras e Marco Furfaro, dopo molte esaltanti parole spariscono: sembra si tratti di un argomento tabù, anche se realmente non si capisce quale sia il concreto impedimento tecnico o giuridico al riallaccio. Unico palliativo provvisorio messo in campo dall’amministrazione comunale è stata l’attivazione di un servizio di autobotti che però non risolve strutturalmente la questione ma la rimanda più in là nel tempo.
Eppure si potrebbe prendere esempio dal sindaco di Bologna, che ad aprile ha ordinato il riallaccio ad un edificio occupato per tutelare la salute pubblica”.


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