Contro la mancanza cronica e gravissima di taxi all’aeroporto di Cagliari-Elmas arriva la proposta di superare la frammentazione delle licenze, che sono comunali per legge, e costruire un sistema coordinato a livello metropolitano, in grado di garantire un servizio adeguato a residenti e turisti.
A sollevare il problema in Consiglio comunale è il consigliere Roberto Mura, che ha presentato un’interrogazione al sindaco e alla Giunta chiedendo un intervento urgente e, soprattutto, un maggiore coordinamento tra i Comuni dell’area metropolitana.
Al centro della questione c’è una situazione che, secondo Mura, evidenzia tutti i limiti di un sistema ancora troppo frammentato su base comunale. I tassisti in possesso di licenze rilasciate dai Comuni dell’area metropolitana, come Quartu Sant’Elena, Assemini, Capoterra e Pula, non possono infatti contribuire pienamente al servizio di trasporto dei passeggeri in arrivo nello scalo cagliaritano, a causa dei vincoli legati all’ambito territoriale delle rispettive autorizzazioni.
Il risultato, soprattutto nei momenti di picco, è un paradosso: mentre davanti all’aeroporto si formano lunghe file di passeggeri in attesa, una parte dei taxi autorizzati che operano nell’area metropolitana non può essere utilizzata per rafforzare il servizio di trasporto verso Cagliari e gli altri centri dell’hinterland.
“L’aeroporto di Cagliari-Elmas rappresenta la principale porta d’ingresso dell’area metropolitana e un nodo strategico per la mobilità di residenti, lavoratori e turisti”, sottolinea Mura nell’interrogazione, evidenziando come le criticità siano particolarmente evidenti nei periodi di maggiore afflusso e nelle fasce orarie serali e notturne.
Una situazione che rischia di creare disagi soprattutto alle fasce più fragili dell’utenza: anziani, famiglie con bambini, persone con disabilità e passeggeri che arrivano dopo lunghi viaggi. Ma non solo. La carenza di taxi regolarmente autorizzati può favorire anche il fenomeno del trasporto abusivo, con possibili conseguenze sulla sicurezza dei passeggeri e un danno per gli operatori che lavorano nel rispetto delle regole.
La proposta avanzata dal consigliere è quella di superare la logica dei confini comunali attraverso un sistema più coordinato. Tra le ipotesi già emerse dagli operatori c’è la creazione di un bacino metropolitano unico, con regole condivise, modalità coordinate di accesso agli stalli aeroportuali, strumenti comuni per la gestione delle chiamate e delle prenotazioni e, nei limiti consentiti dalla normativa, una maggiore armonizzazione del servizio e delle tariffe.
“Non è più sostenibile che la principale porta d’ingresso della Sardegna presenti, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, un servizio non pienamente adeguato e frammentato”, è il senso dell’iniziativa di Mura, che chiede di evitare anche che l’emergenza si trasformi in uno scontro tra operatori o tra categorie appartenenti a Comuni diversi.
L’obiettivo, secondo il consigliere, deve essere quello di trovare un equilibrio che tuteli i tassisti regolarmente autorizzati, garantisca trasparenza nell’accesso al servizio e, allo stesso tempo, riduca i tempi di attesa per i passeggeri.
Per questo motivo, nell’interrogazione viene chiamato in causa direttamente il sindaco di Cagliari, anche nella sua veste di Sindaco metropolitano. Mura chiede di sapere quali dati siano disponibili sui tempi di attesa e sulla disponibilità dei taxi nelle diverse fasce orarie, quali interlocuzioni siano già state avviate con il Comune di Elmas, la Regione Sardegna, SOGAER, ENAC e gli altri Comuni dell’area metropolitana e quali interventi urgenti si intendano adottare.
Tra le richieste c’è anche la convocazione di un tavolo istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati, dalle amministrazioni locali alla Regione, passando per SOGAER, ENAC e le organizzazioni rappresentative dei tassisti.
La prospettiva indicata è quella di arrivare a una soluzione strutturale, valutando anche la possibilità di introdurre, nel rispetto della normativa vigente, sistemi temporanei e regolamentati che permettano ai taxi autorizzati nei Comuni dell’area metropolitana di contribuire al potenziamento del servizio aeroportuale nei momenti di maggiore domanda.
Mura chiede inoltre che la questione venga portata all’attenzione della Conferenza metropolitana, con l’obiettivo di arrivare a regolamenti comunali coordinati o uniformati a livello comprensoriale e di valutare concretamente la possibilità di istituire un bacino metropolitano del servizio taxi.
Una partita che, secondo il consigliere, non può più essere rinviata. Perché il problema dei taxi all’aeroporto non è soltanto una questione di trasporto pubblico o di organizzazione del servizio: riguarda l’immagine stessa di Cagliari e della Sardegna, la qualità dell’accoglienza turistica e la capacità delle istituzioni di gestire una mobilità che, ogni giorno di più, supera i confini amministrativi dei singoli Comuni.
La domanda ora è una sola: chi coordinerà il sistema e in quanto tempo sarà possibile porre fine alla cronica carenza di taxi che si registra all’aeroporto di Cagliari-Elmas?










