Indipendentisti: “Cherimus una lege regionale pro s’iscola sarda”

Il Fronte Indipendentista Unidu appoggia la lotta dei docenti sardi

Il Fronte Indipendentista Unidu appoggia la lotta dei docenti sardi contro la deportazione in Italia e in generale contro tutto l’impianto reazionario e clientelare della “buona scuola”. Ecco il loro comunicato:

“Riteniamo che la Regione Autonoma di Sardegna abbia seguito una condotta vergognosa perché né l’assessora Firino, né il governatore Pigliaru si sono mai presentati a discutere la legge della Riforma, mai hanno richiesto il rispetto delle prerogative autonomistiche e soprattutto non si è agito per applicare l’articolo 5 dello Statuto Autonomistico che prevede la possibilità per la Regione di “adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione” anche in materia di istruzione di ogni ordine e grado.

Se a ciò aggiungiamo le tardive e ridicole prese di posizione dell’assessora Firino che solamente il 10 di agosto ha chiesto la sospensiva della domanda del “piano straordinario di assunzioni” (a quel punto ormai ridicolo e tardivo) e la mancata impugnazione della legge alla Corte Costituzionale (come invece altre regioni se pur non a statuto speciale hanno fatto), abbiamo la dimensione della piena subalternità di queste marionette al più bieco centralismo coloniale che si sia mai visto nella storia recente, dal dopo guerra ad oggi.

Riteniamo oltremodo scandaloso che a dirigere l’Ufficio Scolastico Regionale ci sia un laziale, tale Feliziani, che orgogliosamente dichiara sui giornali di non aver richiesto alcuna cattedra in deroga (aggiuntiva rispetto alle indicazioni ministeriali) a causa del “basso tasso di natalità”. La Sardegna è l’unica regione dello stato a non aver avuto neppura una cattedra in più, sebbene sia la prima regione per tasso di abbandono scolastico (dati del 2014).

Non contento il signor Feliziani si è spinto a dire che i sardi non possono ambire ad avere gli stessi diritti dei tedeschi e dei ladini (Province Autonome di Trento e Bolzano) perché «si tratta di modelli che devono tenere conto delle differenze linguistiche all’interno di quelle aree» (Nuova Sardegna, 22 agosto).

Ma lo sa il signor Feliziani che il sardo è una lingua? Da burocrate di solito non si pretende l’acume e nemmeno una grande intelligenza creativa, ma almeno la coscienza delle leggi sarebbe doverosa, quindi dovrebbe sapere che la lingua sarda è la seconda lingua più parlata all’interno dello stato italiano e che è tutelata sia dalla Costituzione che dalla legge 482/99.

Vogliamo continuare a fare dipendere la scuola sarda da gente come la Firino che si sveglia il 10 di agosto inscenando assurde pantomime e da personaggi come Feliziani il quale non sa nemmeno in che posto sta dirigendo l’istituzione scuola, o vogliamo piuttosto promuovere un grande movimento per una legge sulla scuola sarda che formi e tuteli la nostra classe docente legandola al territorio e ai bisogni delle nostre comunità?”

Fronte Indipendentista Unidu