Guasila, firma storica: il santuario sarà il Pantheon della Sardegna

L’importante convenzione firmata oggi per valorizzare il santuario di Guasila

Oggi, mercoledì 13 settembre, alle 11, nell’aula magna della facoltà di Ingegneria e architettura in via Corte d’Appello, il sindaco di Guasila ha firmato la convenzione tra il comune di Guasila e il Dicaar (Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura) dell’Università del capoluogo.

“Un caso storico, artistico e strutturale molto stimolante: il Santuario è il Pantheon della Sardegna. Il Cima conquista e altre opere fa uscire l’isola dal Medioevo, dal Gotico e dal Barocco. Noi ci occupiamo degli aspetti tecnici con rilievo scientifico senza sostituirci ai professionisti che formiamo e sosteniamo” dice Antonello Sanna. Ma non solo. “L’accordo di collaborazione con Guasila rientra nella nostra terza missione: ricerca e formazione con enti locali, imprese e territorio in genere”. Il professor Sanna dirige il Dicaar, al terzo posto tra 44 dipartimenti italiani del comparto dell’ingegneria civile, ambientale e architettura. “Per noi è un grande giorno. Il nostro Santuario – aggiunge Paola Casula, sindaco di Guasila – è motivo di orgoglio e portatore di valori affettivi per i miei concittadini. La convenzione con l’ateneo è il primo tassello e si aggiunge nelle risorse destinateci della Regione, 180mila euro, determinanti per studiare, risanare e valorizzare l’opera del Cima”. Anche per Fausto Mistretta e Paolo Sanjust (responsabili scientifici dell’intesa) soddisfazione più di uno spunto per lo studio su “un’opera che ha pochi eguali, da studiare nei dettagli”. Per Antonella Sanna (Soprintendenza beni culturali di Cagliari) poche storie: “Il Santuario, inserito nella nostra programmazione per la manutenzione, è stato portato anche all’attenzione del ministero a Roma e ed per noi un bene di forte interesse”. Infine, l’assessore alla cultura di Guasila, Ignazio Marras: “Il Santuario è per la comunità e non solo un gioiello preziosissimo. Monsignor Ottorino Alberti diceva: “Guasila, sa bidda de sa cresia bella!”.


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