Settimana ad alto tasso di tensione nella politica sarda.
La frattura tra la presidente della Regione Alessandra Todde e il Partito democratico è ormai un dato di fatto: i dem hanno disertato la giunta per la nomina dei direttori Asl di Cagliari e Gallura e la frattura è sempre più profonda. Non ancora ufficializzata da comunicati stampa o prese di posizione, ma c’è, fa rumore e si consuma sul terreno più sensibile della legislatura, la sanità, segnando un passaggio che rischia di ridefinire gli equilibri della maggioranza.
La scintilla è arrivata con la riunione di giunta del 22 febbraio, quando l’esecutivo ha proceduto alla nomina dei direttori generali delle due Asl ancora prive di vertice. Un via libera, come noto, arrivato senza la partecipazione degli assessori del Pd – Giuseppe Meloni (Bilancio), Emanuele Cani (Industria) e Rosanna Laconi (Ambiente) – e senza il rappresentante dei Progressisti Francesco Agus, assente per impegni istituzionali a Bologna. Alla guida della Asl 8 di Cagliari è stato indicato Aldo Atzori, mentre per la Asl della Gallura la scelta è ricaduta su Antonio Irione.
L’assenza dei dem non è stata casuale. Il partito aveva chiesto di chiarire prima la posizione dei precedenti direttori generali, ritenendo prematura una nuova nomina in presenza di possibili contenziosi. Marcello Tidore, già alla guida della Asl 8 e che aveva rifiutato l’incarico all’Ersu di Cagliari, sarebbe pronto a impugnare il provvedimento. Analoga valutazione potrebbe arrivare da Marcello Acciaro per la Gallura, dopo la proposta rifiutata di un ruolo di consulenza nell’assessorato alla Sanità.
Ma la rottura non è soltanto tecnica. Nel Pd, al di là del silenzio ufficiale, si respira un clima di forte irritazione, nella convinzione che la misura sia ormai colma. Arginata però da Roma, con la Schlein che dopo aver scelto come candidata la Todde non vuole una crisi politica in questo momento, con il referendum sulla giustizia alle porte.
Il passaggio sulle Asl, dunque, si carica di un significato politico più ampio e apre una fase di incertezza per la maggioranza regionale. A rendere ancora più delicata la settimana è il calendario istituzionale e politico: venerdì 27, tra la visita in Sardegna del leader del M5S Giuseppe Conte e la manifestazione contro il 41 bis, i giudici d’appello sono chiamati a pronunciarsi sulla decadenza di Todde. Un verdetto atteso che potrebbe aggiungere ulteriore pressione a un quadro già segnato da tensioni e fibrillazioni.












