Mareggiate eccezionali, con onde che potranno raggiungere un’altezza compresa tra i sei e gli otto metri, accompagnate da un impatto significativo sulle fasce costiere. Secondo le stime dell’Arpas, illustrate nel corso di un incontro nella sede della Protezione civile a Cagliari, la fase più critica durerà almeno ventiquattro ore, con un picco atteso nella mattinata di domani. L’energia delle onde potrebbe spingersi fino a cinquanta metri all’interno della linea di costa, a seconda della morfologia dei litorali, dando vita a uno scenario definito dagli esperti come raro per la Sardegna, soprattutto nel versante sud-orientale.
«Una situazione che ricorda da vicino eventi storici come quello del 1951», ha spiegato Alessandro Delitala, direttore del Dipartimento meteorologico dell’Arpas. Alla violenza del mare si sommerà un quadro idrogeologico delicato: resterà confermato il codice rosso per il rischio idrogeologico, mentre l’allerta per il rischio idraulico salirà dal giallo all’arancione.
Le prime conseguenze non si sono fatte attendere. È stata disposta la chiusura di un tratto della statale 195, tra il quinto e l’undicesimo chilometro, mentre sulla statale 198, in territorio di Gairo, una frana ha reso necessario l’intervento delle autorità. Segnalate criticità anche nell’area di Teulada. Sul fronte delle piogge, gli esperti escludono fenomeni improvvisi come le cosiddette “bombe d’acqua”, ma prevedono precipitazioni diffuse e persistenti, con accumuli complessivi tra i 200 e i 300 millimetri tra oggi e domani. Ancora una volta, il settore sud-orientale dell’Isola viene indicato come il più esposto.
Le istituzioni assicurano il massimo livello di attenzione. «Stiamo seguendo l’evoluzione minuto per minuto e abbiamo attivato per tempo l’intera macchina organizzativa», ha dichiarato l’assessora regionale all’Ambiente Rossana Laconi. Sulla stessa linea il direttore regionale della Protezione civile, Paolo Merella, che ha richiamato l’attenzione soprattutto sulle foci dei principali corsi d’acqua, dal Cedrino al Flumendosa, invitando i cittadini a limitare gli spostamenti e a non avvicinarsi alle zone costiere per osservare il mare in tempesta. Avviato anche il coordinamento con le associazioni di allevatori per mettere al riparo il bestiame. In campo, nelle prossime ore, saranno impegnate migliaia di persone tra operatori della Protezione civile e volontari, pronte a intervenire per fronteggiare un’emergenza che si annuncia tra le più impegnative degli ultimi anni.













