Sono stati 45 i Falchi pescatori censiti in Sardegna lo scorso fine settimana, quando 72 appassionati tra ornitologi, birdwatcher e fotografi naturalisti si sono coordinati per contare gli individui svernanti di questa iconica specie. Si tratta di un risultato di assoluto rilievo ottenuto grazie all’impegno dei soci della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), dell’AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani) sez. Sardegna, e del Gruppo di ricerca sardo sul Falco pescatore che in sinergia , negli anni, hanno organizzato diverse attività a favore di questa specie.
La copertura del territorio regionale è stata pressoché totale, sono state ben 37 le aree censite in maniera standardizzata con l’ausilio di binocoli, cannocchiali e macchine fotografiche indispensabili per l’avvistamento e la documentazione delle attività.
La concentrazione maggiore di Falchi pescatori è stata registrata nelle zone umide dell’Oristanese con ben 32 individui pari al 70% del totale della popolazione svernante, in particolare la zona più importante si è confermata la Laguna di Mistras con la densità di individui più alta mai registrata in ambito Mediterraneo.
Sulla base dei dati rilevati si può ritenere che complessivamente la popolazione svernante sia ricompresa tra 45 e 55 individui dimostrando che la Sardegna riveste una notevole importanza a livello internazionale per la conservazione di questa specie, non solo per lo svernamento ma anche per il recente processo di ricolonizzazione da parte di coppie nidificanti registrato a partire dal 2020 con una coppia e che ha visto nel 2025 la presenza di 5 coppie.
Lo scopo della ricerca è principalmente quello di raccogliere una base di informazioni utili per proporre ed attuare misure di conservazione a favore di questa specie tenuto conto anche che l’area più importante per lo svernamento, ovvero la Laguna di Mistras ricade all’interno della Rete ecologica regionale ed è un’area Natura 2000.
E’ stata una ricerca totalmente a carico dei volontari e l’occasione per molti neofiti, affiancati da ornitologi esperti, di osservare e imparare a riconoscere nell’ambiente naturale il Falco pescatore e molte altre specie di uccelli.
E’ in fase di redazione la proposta di un piano d’azione Mediterraneo in collaborazione con la Spagna (isole Baleari) e la Francia (Corsica) con cui sono stati già avviati contatti per unire i dati dei censimenti invernali in queste tre Regioni.
Il passo successivo sarà quindi quello di presentare all’Assessorato Difesa Ambiente i dati raccolti e la proposta di Piano d’Azione per poter rafforzare le azioni di conservazione sul Falco pescatore, sia su scala regionale sia su scala Mediterranea per garantire un futuro a questa specie che è inclusa nella Lista Rossa Italiana come minacciata in maniera critica.
Foto di Alberto Cherchi













