La Sardegna di nuovo in piazza oggi in occasione dello sciopero generale indetto dall’Usb. Al centro della protesta il caro-vita, le retribuzioni insufficienti e l’aumento delle spese militari. La giornata coinvolgerà lavoratori e studenti e coinciderà con la mobilitazione internazionale dei portuali contro il trasporto di armi e la militarizzazione degli scali.
Tre gli appuntamenti nell’Isola: a Cagliari il corteo partirà da piazza Garibaldi e raggiungerà il porto, passando per il centro cittadino. A Sassari da via Turati, davanti alla chiesa di San Vincenzo, mentre a Nuoro i manifestanti si raduneranno in via Dante, davanti al Municipio.
Numerose le associazioni e i movimenti che hanno aderito, tra cui realtà solidali con la Palestina, organizzazioni studentesche, Potere al Popolo, A Foras e Pratobello24. La tappa finale nel porto di Cagliari si inserisce nella campagna internazionale Ports in Action, che secondo i promotori interessa oltre 100 porti in 19 Paesi per contrastare il commercio di armi e l’economia di guerra.
L’Usb ha esteso lo sciopero ai settori pubblici e privati, denunciando l’aumento di carburanti, bollette e beni essenziali a fronte di stipendi che, secondo il sindacato, non hanno tenuto il passo con l’inflazione. Tra le richieste figurano salari più adeguati, contenimento dei prezzi e cancellazione dell’Iva sui beni di prima necessità.
La protesta punta inoltre il dito contro le risorse destinate al riarmo, ritenute eccessive rispetto agli investimenti necessari per sanità, istruzione, casa e occupazione. Il sindacato richiama anche le crisi industriali, la precarietà nella formazione e il coinvolgimento delle università nel settore bellico. Sul piano internazionale, ribadisce la solidarietà alla popolazione palestinese e la contrarietà alle misure considerate limitative della libertà di manifestazione.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il fronte comune tra studenti e lavoratori, raccogliendo il consenso maturato nelle recenti iniziative di protesta nell’Isola. Il messaggio scelto per la giornata è “Abbassate le armi, alzate i salari”, accompagnato dalla richiesta di ridurre il costo di beni, affitti e servizi e migliorare salari e pensioni.












